Differenziata, congelati i fondi Fas

Sul piatto dieci milioni di euro che occorrono per coprire 500mila utenze a Napoli. Intanto è già certo che il finanziamento non arriverà entro l'anno, tutto dipenderà dalla percentuale raggiunta a fine 2011
10 settembre 2011 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

Tornano in bilico in fondi che il Governo ha concesso al Comune per estendere ulteriormente il servizio di raccolta "porta a porta". I tecnici del ministero dell'Ambiente, infatti, prima di elargire il contributo pari a dieci milioni di euro, intendono verificare la strategia messa a punto dal sindaco Luigi de Magistris e dal suo vice ed assessore al ramo, Tommaso Sodano, che hanno promesso già nei prossimi mesi una forte impennata per quanto riguarda il riciclo nel capoluogo partenopeo in questo momento bloccato a poco più del 17%. La comunicazione da parte del dicastero di Stefania Prestigiacomo, in tal senso, sarebbe arrivata nei giorni scorsi sulle scrivanie di Palazzo San Giacomo dopo le forti pressioni partite dall'Amministrazione verso Roma per ricevere le risorse promesse con l'incontro napoletano tra il ministro ed i vertici della nuova Giunta. Il 25 luglio, infatti, è stato siglato il protocollo che destina in sostanza i soldi a Napoli. Ma le risorse non arriveranno sicuramente entro l'anno, poiché i tecnici del dicastero - così come comunicato al Comune - intendono prima verificare l'efficacia reale del Piano per portare al 70% la percentuale della separazione dei rifiuti in città. In sostanza, dunque, sarà necessario avviare in maniera decisa il primo step del progetto di estensione che il Comune si è autofinanziato riuscendo a ricapitalizzare l'Asia. In questo modo, infatti, si conta di portare a 350mila i cittadini napoletani a cui sarà concesso di sfruttare il servizio di prelievo porta a porta della raccolta differenziata. Soltanto con un successo di questa operazione, dunque, dal ministero partiranno i fondi Fas promessi per imprimere in maniera ancora più decisiva l'etichetta di "riciclone" anche al Comune partenopeo. Un vero e proprio test, insomma, quello che nei prossimi mesi attende Palazzo San Giacomo che si vorrà portare nel 2012 realmente il capoluogo, come promesso, al 70% di differenziata, non dovrà sbagliare una sola mossa per proseguire nella rivoluzione che la Giunta de Magistris intende perseguire per il ciclo di smaltimento dei rifiuti a Napoli. E proprio in questo senso da Palazzo San Giacomo erano arrivate insistenze, con il tramite della Regione, per ottenere il finanziamento concesso durante la visita del ministro all'ombra del Vesuvio. Pressioni che hanno quindi condotto ad una replica da parte del ministero in cui si chiede "in soldoni" a Napoli di mettersi a lavoro e che i fondi arriveranno una volta avviato il progetto ed a seconda dei risultati ottenuti nel primo passo che Palazzo San Giacomo è in grado di avviare autonomamente grazie ad un bilancio in cui molto è stato dedicato proprio alla differenziata, tagliando invece un po' dappertutto.

Powered by PhPeace 2.6.4