Romano: situazione molto grave nessuna soluzione a portata di mano

L'assessore I viaggi fuori regione potrebbero riprendere ma c'è cautela tra gli «acquirenti» della monnezza
31 agosto 2011 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

«Sono molto preoccupato per la situazione della provincia di Napoli. Non abbiamo tempi certi per i trasferimenti all'estero:quello che sta accadendo con la Germania dimostra che nel campo dei rifiuti le soluzioni non sono mai a portata di mano». L'assessore regionale all'Ambiente, Giovanni Romano, ri-lancia l'allarme e ripete l'sos alle Province perché prendano provvedimenti immediati per fronteggiare una situazione che dal 6 settembre sarà nuovamente ad alto rischio. In quella data, infatti, scadrà l'ordinanza del governatore Cal-doro che permette di trasferire la spazzatura a Savignano Irpino (Avellino) e San Tammaro (Caserta). Rinnovare il provvedimento non sarà facile perché nelle ultime pronunce sui ricorsi presentati dalle Province interessate il tribunale amministrativo ha chiesto alla Regione di produrre la documentazione sulle discariche di Chiaiano e Terzi-gno e su Savignano. Il presupposto per il provvedimento è infatti che le discariche napoletane siano esaurite e che le altre siano ancora disponibili. «In questa situazione - spiega Romano - è evidente la difficoltà a rinnovare un provvedimento che è stato necessario per ripulire Napoli e la sua provincia, ma che non può diventare eterno». Ciò premesso, l'assessore ribadisce la sua disponibilità a collaborare con tutte le amministrazioni per «25 ore al giorno». Uno spiraglio potrebbe aprirsi per i viaggi della spazzatura verso le altre regioni: scade infatti domani il decreto che nelle intenzioni del governo avrebbe dovuto aiutare la Campania a smaltire i rifiuti e che si è invece trasformato in un boomerang. Il testo ha stabilito, infatti, la necessità del nulla osta delle amministrazioni per accogliere l' irnmondizia prodotta a Napoli e dintorni mentre dalla Campania si chiedeva un via libera ai viaggi dei sacchetti. Vista l'impossibilità di ammorbidire il no della Lega ai trasferimenti al Nord, la norma è stata fatta decadere e, almeno sulla carta, i «monnezza-tour» potrebbero riprendere da domani. Ma gli stessi operatori del settore, che pure sono interessati a guadagnare smaltendo, sono al momento cauti e aspettano di tastare il terreno presso le amministrazioni competenti. Sono due le regioni in pole position: la Sicilia e la Puglia. Oltre lo Stretto sono arrivate nei mesi scorsi più di 40 mila tonnellate di spazzatura e molte altre ne dovevano arrivare prima che il decreto e il no del governatore lombardo bloccassero l'affare. Il consorzio tra le ditte D'Angelo e Profineco ha provveduto a indirizzare i sacchetti presso le discariche siciliane che a loro volta rischiano di scoppiare. In Puglia, invece, era al lavoro la Italcave. Era stata proprio questa ditta, dopo il no del governatore Vendola ai trasferimenti, a rivolgersi al Tar del Lazio per poter continuare a lavorare. Ma il Tribunale amministrativo aveva dato torto all'azienda. Il Consiglio di Stato ha poi concesso una sospensiva per l'applicazione della sentenza in attesa di pronunciarsi nel merito a dicembre.

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