Rifiuti, Caldoro striglia le Province

30 agosto 2011 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

NAPOLI. Vertice infuocato ieri sera a Palazzo Santa Lucia, dove il presidente della Campania, Stefano Caldoro, ha strigliato i presidenti della Province: «Nessun impianto è ancora stato avviato, bisogna accelerare per non restare indietro rispetto ai Piani previsti - avrebbe detto il numero uno di Palazzo Santa Lucia, secondo quanti hanno assistito - Non posso continuare ad emanare ordinanze perché quelle servono soltanto quando ci sono situazioni d'urgenza e l'emergenza non deve ancora essere ordina-rietà». Un pensiero giunto durante la riunione dove Caldoro, che insieme al suo assessore all'Ambiente, Giovanni Romano, ha convocato i presidente delle province campane per definire il quadro delle collaborazioni sul fronte dei rifiuti. Un vertice tenuto in gran segreto fino al momento in cui si è tenuto e dove si sono affrontate le tematiche relative ai dispositivi che stanno consentendo a Napoli e Salerno di poter sversare nelle discariche di San Tammaro, a Caserta, e di Savignano Irpino, nell'avellinese. E lo sfogo del governatore è arrivato anche in virtù dei continui dispositivi con cui autorizza lo sversamento dei rifiuti di Napoli e Salerno nelle discariche di Caserta e Avellino, Provincia che ieri ha inviato l'assessore competente al vertice. Assente, infatti, il leader dell'Amministrazione, Cosimo Sibilia, probabilmente come forma di protesta per i provvedimenti consecutivo di Caldoro, ben cinque, che stanno per riempire la discarica di Savignano Irpino. Il presidente della Campania, insomma, ha chiesto un'accelerata decisa a riguardo dell'impiantistica che occorre per risolvere pienamente l'emergenza nel giro di qualche anno e, dove a parte, casi sporadici sembrano esserci grossi ritardi dovuti soprattutto alla carenza cronica di risorse. Al momento, infatti, soltanto Caserta ha dato inizio ad alcune delle opere previste. Intanto, sul fronte del trasferimento fuori regione, domani "scade" il decreto legge del Governo che bloccava le trattative con i singoli Comuni e Province, lasciando tutto nelle pertinenze dei governatori. Di questo passo, dunque, oltre a proseguire nel rapporto di solidarietà con Liguria, Emilia Romagna e Toscana, Napoli e l'hinterland potrebbero riprendere a spedire nuovamente i rifiuti in Puglia e Sicilia sulla base di vecchi accordi che erano attivi già prima del decreto ma a cui era stato imposto lo stop delle rispettive Regioni di cui fino ancora a domani servirà il nulla osta. L'obiettivo, dunque, è quello di smaltire altre tonnellate di trito-vagliato che rischiano di ingolfare gli Stir e quindi consentire la raccolta nelle strade. Domani scade il decreto del Governo. Da giovedì sarà possibile trasferire il tritovagliato in Sicilia e Puglia, dove la Campania aveva chiuso alcuni accordi con i Comuni per inviare l'immondizia partenopea

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