Rifiuti, Irpinia e casertano

Niente sversamenti da \ apoli, si rischia una nuova crisi

24 agosto 2011 - Fabrizio Geremicca
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

Ieri è scaduta l'ordinanza Caldoro che imponeva alle Province di Caserta e di Avellino di accogliere i rifiuti provenienti dagli stir di Giugliano, Tufino e Battipaglia nelle discariche di San Tammaro e Savignano Irpino. Non ce ne saranno altre, secondo quanto trapela dagli uffici del presidente della giunta regionale, perché «i siti irpini e casertani sono a loro volta ingolfati». Il problema è in realtà anche politico. In terra di Lavoro, in particolare, una nuova ordinanza rischierebbe di suscitare proteste e contraccolpi difficilmente gestibili. In assenza di nuove ordinanze ed in attesa che salpino le prime navi con i rifiuti napoletani dal porto verso Rotterdam - non accadrà prima di metà settembre - il rischio è che tra qualche giorno la metropoli ritorni ad avere i cumuli di immondizia accatastati in strada. La valvola di sfogo di eventuali trasferimenti fuori regione - la decadenza del decreto governativo a fine agosto consentirà di inviare la spazzatura in impianti extra campani anche sulla base di semplici accordi con i privati ed in assenza di intese istituzionali - non pare al momento sufficiente ad evitare una nuova crisi. Raphael Rossi, il presidente di Asia, lancia dunque un nuovo appello alla solidarietà extra provinciale:«Poiché il termovalorizzatore di Acerra serve i Comuni di tutta la Regione, mi auguro e confido che prevalga il buon senso e che i territori delle altre Province accolgano la nostra immondizia fino alla partenza della prima nave. Da quel momento in poi Napoli sarà autosufficiente». Raphael Rossi

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