L'ASSESSORE IRPINO ALL'AMBIENTE ATTACCA LA DELIBERA DELLA REGIONE: È SBAGLIATA. RICORSO AL TAR SLITTA A OGGI LA SENTENZA

Trasferimenti fuori provincia, Avellino contro Napoli

18 agosto 2011 - marot
Fonte: Roma

Il Tar del Lazio rimanda la decisione sul ricorso d'urgenza della Provincia di Avellino contro i trasferimenti dei rifiuti napoletani nelle discariche regionali. La sentenza, infatti, è attesa per stamane. Intanto nel territorio irpino è ancora caos sull'approvazione al cosiddetto "emendamento Salvatore" a riguardo dei trasferimenti perenni inseriti nel Piano rifiuti. «Si tratta di una delibera sbagliata e contraddittoria che rischia di gettare l'Irpinia nel pieno dell'emergenza rifiuti perché la discarica di Savignano Irpino (nella foto) è satura». È con queste parole che l'assessore provinciale all'Ambiente di Avellino, Domenico Gambacorta commenta il provvedimento pubblicato sull'ultimo Bollettino Ufficiale della Regione Campania. «Si tratta di una delibera sbagliata - dice Gambarcorta -perché contraddice gli ultimi provvedimenti adottati dal presidente Caldoro che ha nominato un commissario per l'individuazione di nuove discariche nelle province di Napoli e Salerno. La sensazione, leggendo quest'ultimo atto, è che si dia già per scontato che non esistono siti idonei a Napoli e Salerno e si anticipi dunque una emergenza che al momento è solo temporanea». Sul fronte regionale l'assessore all'Ambiente Giovanni Romano spiega che la pubblicazione sul Burc della delibera approvata dal consiglio regionale «è un atto dovuto». «È vero, si attiva una procedura - ammette - ma il processo che riguarda il rapporto tra il Piano regionale e quello provinciale è solo agli inizi. Vediamo cosa succede». Poi quando gli si chiede delle prescrizioni imposte dal giudice amministrativo in merito alle certificazioni sulle discariche napoletane di Terzigno e Chiaiano. «I lavori dell'Arpac sono in stato di avanzamento. Da quello che emerge finora comunque è che nei siti citati non c'è possibilità di abbancare tutti i rifiuti quotidianamente prodotti nella Provincia di Napoli. Ecco perché si genera la non autosufficienza su questo territorio».

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