La Campania diventerà la prima regione del Sud per il trattamento del percolato

A Napoli 7 impianti per il percolato

I bandi della Provincia scadono il 30 agosto. Prevista una riduzione dei costi del 60% evitando il trasporto nei dispositivi delle altre regioni. Tea gli obiettivi anche la maggiore sicurezza ambientale
11 agosto 2011 - Mariano Rotondo
Fonte: Roma

Sette impianti per il trattamento del percolato nei dintorni degli impianti del territorio napoletano. È il progetto della Provincia che ha già emanato il bando che avrà una duplice efficacia. In prima misura, infatti, con l'operazione di Palazzo Matteotti sarà garantita una certa sicurezza dal punto di vista igienico-sanitario, siccome i liquami non verranno più accumulati in vasche temporanee all'interno dei siti, bensì finiranno direttamente nei dispositivi che tratteranno le acque reflue rendendole immediatamente innocue dal punto di vista ambientale. Inoltre saranno abbattuti gli altissimi costi di smaltimento del percolato presso gli impianti fuori regione. Al momento, infatti, i liquami prodotti in tutti gli sversatoi della Campania sono trasportati settimanalmente in Calabria o in Sicilia ed ogni tonnellate costa di acque reflue costa oltre cento euro per le operazioni di "purificazione". Gli impianti di trattamenti del percolato nell'hinterland partenopeo verranno quindi realizzati in loco presso gli Stir di Giugliano e Tufino, nel sito di stoccaggio di cava Giuliano sempre a Giugliano, nel sito di stoccaggio di Pascarola a Caivano, a Masseria del Re, ancora a Giugliano, nell'invaso temporaneo del Pantano ad Acerra, ed ancora a Giugliano negli altri due impianti di "Dell'Aversana" e cava Settecainati. Una mappatura intensa, dunque, che copre praticamente tutte le aree sensibili dove vengono trattati i rifiuti tal quale, i veri e propri produttori di liquami derivanti dall'immondizia. Il bando emanato dall'Amministrazione guidata da Luigi Cesaro scadrà il 30 agosto ed allora verranno aperte le buste delle società che intendono costruire i dispositivi ed avviarli nelle prime fasi prima di affidarli alle ditte che gestiscono i singoli invasi indicati dal piano per l'impiantistica. Ritto cambia, quindi, nell'ottica dello smaltimento del percolato, dove finora era stato realizzato soltanto un impianto all'interno di cava Sari a Terzi-gno, un macchinario tuttavia mai utilizzato per motivi ancora da accertare. Al momento non si conoscono ancora le cifre che la Provincia intende mettere in campo per costruire i sette impianti, ma è certo che in termini di ammortamento, l'investimento sarà - facendo pochi semplici calcoli economici - già vantaggioso nel giro di un paio di anni, evitando così di continuare a portare cifre piuttosto esose nelle altre regioni del Mezzogiorno già dotate da tempo di impianti per lo smaltimento dei liquami prodotto dalla spazzatura tal quale. Napoli, insomma, con sette dispositivi si appresta in questo senso a diventare virtuosa.

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