Radiografia dei fornitori Sapna la task force deciderà a settembre

Il Gia sta esaminando l'elenco: da Equitalia a Ottogas, da fiera a Europetroli e Profineco
10 agosto 2011 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

Al vaglio della prefettura l'elenco di tutte le ditte perle quali la Provincia ha chiesto informative antimafia. Sono una trentina: per due, la Adiletta e la San Marino, intrecciate tra di loro, la Sapna ha chiesto l'allontanamento all'appaltatore che ne noleggiava i mezzi. A ognuna la Sapna deve un milione di euro. La decisione alla fine di luglio, dopo l'arrivo dell'interdittiva della prefettura di Napoli, anche se l'azienda ha la sede legale nel Salernitano, che riprende un analogo provvedimento del 2009. Uno dei soci della ditta, Mario Adiletta, è al centro di un 'inchiesta giudiziaria della Direzione distrettuale antimafia di Firenze. E accusato di aver tatto parte di un'organizzazione che avrebbe operato tra Salerno e Arezzo con ramificazioni in Serbia per rubare e rivendere macchine per cantieri trafugate nelle province di Arezzo, Firenze e Potenza. Nelle azienda di Mario Adiletta - sempre secondo l'accusa - venivano depositati questi mezzi. Proprio sugli appalti per finalizzata al trasporto dei rifiuti su e giù per l'Italia si è appuntata l'attenzione della Procura alla quale la Sapna ha inviato nelle scorse settimane tutta la documentazione. Sui viaggi indagano i carabinieri del comando Tutela dell'ambiente che, nei mesi scorsi, hanno più volte prelevato campioni di materiale presso gli stir per verificare se i codici siano stati applicati correttamente. Finora la Sapna, la società della Provincia di Napoli, ha spedito la spazzatura in diverse regioni italiane: in Emilia e in Toscana con il sì delle Regioni, in Sicilia grazie a un patto con un privato: la ditta D'Angelo che ha un impianto di lavorazione ad Alcamo. Una parte dell'immondizia che ha varcato lo stretto, però, è stata inviata dalla impresa siciliana nella discarica di Mazzarrà in provincia di Messina di cui si è occupata a lungo la commissione sulle ecomafie. Da settimane il Gia (il gruppo antimafia del palazzo di Governo) stanno spulciano il lungo elenco delle ditte al lavoro per la partecipata della Provincia di Napoli e alla fine dell'estate dovrebbero arrivare i verdetti. La principale creditrice risuita Equitalia, che ha vinto insieme alla Ottogas l'appalto per la riscossione della Tarsu. Alla prima impresa andranno 7 milioni e mezzo di euro, alla seconda un po' più di due milioni. Poi ci sono la Profineco (2 milioni e mezzo) e la D'Angelo (2 milioni e mezzo) che hanno smaltito la spazzatura in Sicilia; il consorzio Cite (2 milioni e mezzo) che ha smaltito in Puglia, la Rea (407 mila euro) e la Hera, la società pubblica emiliana che gestisce la centrale termoelettrica di Sparanise nella quale ha una partecipazione anche la famiglia del coordinatore de Pdl campano, Nicola Cosentino; la Cisma ambiente (deve incassare I milione 780 mila euro); la Europetroli (1 milione), la Old Servi-ce (un milione); la Global Service (950 mila euro). Seguono una serie di imprese che hanno appalti per cifre minori. «Noi abbiamo la massima attenzione al tema della legalità e appichiamo in maniera rigorosa la norma - spiega il direttore tecnico della partecipata della Provincia, Giovanni Perillo - Chiediamo sempre alla prefettura se ci sono interdittive e appena ci rispondono agiamo».

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