Città più pulita ma l'ordinanza ha le ore contate

In pochi giorni cumuli scomparsi dalle strade
Senza crisi no all'immondizia fuori provincia
9 agosto 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Rifiuti, si va verso la quarta ordinanza per permettere l'emigrazione della spazzatura verso Avellino e Caserta. Scade oggi, infatti, il dispositivo con il quale il governatore Caldoro ha disposto il trasferimento della frazione umida degli stir nelle discariche delle altre province. Grazie a questo provvedimento è stato possibile nelle ultime settimane libera-re gli impianti di tritovagliatura che hanno così potuto funzionare regolarmente. Si sono quindi considerevolmente ridotti i cumuli nelle strade della città, grazie anche allo sforzo della società del Comune di Napoli, l'Asia, che ha rafforzato i turni di raccolta. Per non vanificare i risultati raggiunti, gli uffici tecnici e legali della Regione stanno studiando una nuova ordinanza, con la preoccupazione di evitare un possibile nuovo stop del Tar che è già intervenuto tre volte su richiesta delle province interessate. A Natale il tribunale amministrativo aveva stabilito una prima volta che deroghe al principio della provincializ7a7ione sono possibili solo in casi di emergenza. E lo ha ribadito in due successive sentente negli ultimi due mesi. Di qui il paradosso: perché il sistema possa riprendere a funzionare e si ci possa essere una nuova ordinanza i sacchetti devono aver invaso le strade. Il 2 agosto il Tar del Lazio, nella sentenza nata dal ricorso degli amministratori avellinesi, ha stabilito che i viaggi della monnezza verso le discariche di Savignano Irpino e di San Tammaro potevano andare avanti per un'altra settimana, ma che entro 1131 agosto, quando si riunirà la camera di consiglio, la Regione dovrà fornire notizie precise sulle iniziative intraprese per rendere autonome le province di Napoli e Salerno che attualmente esportano la spazzatura. E non solo: i dati sulle residue capacità delle cave di Chiaiano e Terzigno dovranno essere certificate dall'Arpac e non dalla Sapna (la società di Napoli che gestisce il ciclo dei rifiuti in quella provincia). Proprio sul presupposto dell'esaurirsi dei siti di smaltimento, infatti, si è basato l'ultimo provvedimento del governatore. Ma le province di Avellino e Caserta hanno contestato i dati: Cava Sari, infatti, ha ancora spazio sufficiente a ospitare diverse migliaia di rifiuti, ma i sindaci dell'area rossa hanno firmato un accordo con il premier e con l'ex capo della protezione civile, Guido Bertolaso e ora nella discarica può finire solo la spazzatura prodotta dai loro comuni. In questa situazione se si fermassero i trasferimenti dei prodotti degli stir, gli impianti si riempirebbero e quindi andrebbero in tilt: a quel punto la provincia di Napoli affogherebbe nella monnezza. Proprio per liberare gli stir Comune, Provincia, Regione e A2A stanno tentando di stringere contratti con imprese di smaltimento dei Paesi stranieri. E una corsa contro il tempo: difficilmente Caldorò potrà ripetere le ordinanze dopo i primi di settembre e se per quel periodo non saranno state individuate nuove soluzioni si rischia l'ennesima crisi. La Regione ha già inoltrato agli amministratori tedeschi una richiesta della A2Ache ha firmato attraverso la Markab l'accordo con una società tedesca. Le trentamila tonnellate che intasano lo stir di Caivano gestito dalla A2A arriveranno in un impianto privato di Brema dove saranno lavorate: una parte di spazzatura sarà destinata a recupero di energia (cioè bruciata) e l'altra finirà in discarica. Il contratto, però, dovrebbe prevedere un quantitativo maggiore: i tedeschi hanno accettato 50 mila tonnellate. L'operazione costerà intorno ai 140 euro a tonnellata, sette milioni per l'intero carico che viaggerà via mare su carghi tedeschi. Due i porti di partenza: Napoli e Torre Annunziata da dove i rifiuti arriveranno prima ad Amburgo e da lì a Brema attraverso il fiume Weser. Il Comune di Napoli, dal canto suo continua a lavorare su due fronti: l'avvio dei lavori al sito di stoccaggio di via Brin, dove bisogherà dar corso alle prescrizioni di Asl e Arpac, e la chiusura dei contratti con una società pubblica di un Paese del Nord. Il Sindaco ha piu volte ripetuto che la meta sarà resa nota solo quando tutto sarà stato formalizzato per «motivi di riservatezza», ma è già stato annunciato che lo smaltimento di ogni tonnellata costerà meno di quanto sarebbe costata se fosse stata lavorata in Campania.

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