Parlano gli esperti del Csi Gaiola, il centro che gestisce la zona sommersa per conto della Soprintendenza

Alga tossica nel Golfo, i ricercatori: sì a informazione, no ad allarnismi

"Situazione monitorata con la Stazione Zoologica, ma i bagnanti non rischiano"
8 agosto 2011 - asco
Fonte: Cronache di Napoli

La problematica dell'alga tossica Ostreopsis ovata "esiste e non va sottovalutata quello che va evitato è il clima di 'allarmismo' scatenato dai giornali da alcuni giorni che stanno gettando nel panico i bagnanti'. E' quanto dichiara il Csi Gaiola, il centro di ricerca e divulgazione del parco sommerso di Gaiola, per conto della Soprintendenza speciale per i beni archeologici di Napoli e Pompei che ne è l'ente gestore. Nessun allarme ingiustificato' sulla presenza dell'alga tossica, sottolinea il Centro studi interdisciplinari Gaiola, che sulla Ostreopsis ovata sta tra l'altro portando avanti, assieme alla Stazione Zoologica Anton Dohm di Napoli, studi specifici e, pertanto, "condivide pienamente l'importanza di informare la popolazione sugli eventuali rischi sanitari così come riportato nell'ordinanza sindacale del 4 agosto 2011". L'importante, specifica, "è dare informazioni chiare che non creino fraintendimenti e allarmismi". Nel caso specifico della Gaiola, sottolinea il Csi, "la confusione è stata causata anche dall'attuale sussistenza nell'area di due differenti divieti di pesca, di natura diversa ma entrambi validi: il primo riguarda il divieto di pesca subacquea in totum (d qualsiasi organismo marino e con qualsiasi me o esercitata), in quanto la zona è dal 2002 Area Marina Protetta ai sensi del Decreto Interministeriale 7 Agosto 2002; Il secondo riguarda il divieto d pesca per motivi sanitari solo di alcune specie che per loro natura potrebbero concentrare la tossina algale". Ciò che è accaduto nell'Area Marina Protetta, spiega il Centro interdisciplinare, è che "molti bagnanti hanno creduto erroneamente che 1 'ordinanza sindacale si sostituisse alla normativa nazionale preesistente, ritenendosi autorizzati a pescare nell'Amp tutto ciò che non fosse elencato nella citata Ordinanza creando intuibili disagi alle forze dell'ordine ed al personale del Parco impegnato quotidianamente a far rispettare la normativa dell'Area Marina Protetta".

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