Dal Tar via libera a Cesaro confermate le tariffe Tarsu

Nessun vizio di legittimità Inammissibile il ricorso presentato dal Comune
7 agosto 2011 - Sabato Leo
Fonte: Il Mattino

Tariffa rifiuti: il Comune di Napoli soccombe davanti al Tar, che ha confermato l'importo di 106,98 euro per tonnellata stabilito dalla Provincia. Il Tribunale di piazza Municipio ha dichiarato in parte inammissibile e in parte infondato il ricorso di Palazzo San Giacomo, guidato all'epoca dalla giunta Iervolino, dando ra-gioneallagiuntapro-vinciale di Luigi Cesaro, senza intaccare il deliberato del 12 novembre 2010 di determinazione dei costi della gestione dei rifiuti indifferenziati. Erano stati impugnati, per presunti vizi di legittimità, la deliberazione 873 della giunta provinciale e la nota del 4 gennaio di quest'anno dell'ufficio Tributi della Provincia di risposta ai chiarimenti richiesti dal Comune. Operato di piazza Matteotti sotto accusa anche per quanto riguarda la violazione della normativa che vieta la retroattività delle disposizioni tributarie. Il Tar non è entrato nel merito della denuncia in quanto Palazzo San Giacomo, secondo la sentenza, non ha il potere di fare ricorso alle carte bollate e di rivolgersi al Tar. Il collegio giudicante ritiene che la legittimazione a ricorrere possa spettare al Comune solo quando si sostanzino lesioni delle prerogative municipali. In Campania, in base alla vigente normativa, il presidente della Provincia fissa la tariffa per lo smaltimento dei rifiuti indifferenziati, con obbligo di copertura integrale dei costi mediante imposizione dei relativi oneri a carico dell'utenza. L'amministrazione provinciale, però, incassa le spese di trattamento, smaltimento e recupero dei rifiuti. Al Comune competono i costi della raccolta e trasporto. Il Comune è stato difeso dagli avvocati Annalisa Cuomo e Anna Pulcini mentre la Provincia si è costituita nel processo con gli avvocati Paolo Cosmai e Aldo Di Falco. 11 collegio giudicante era composto dal presidente Antonio Guida e dai magistrati Fabio Donadono e Michele Buonauro, estensore.

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