De Magistris prevede un risparmio sui costi del ciclo di gestione di 40 euro. A settembre via anche al porta a porta

Rifiuti all'estero, prima nave fra un mese

Perfezionati i contratti con due paesi nordeuropei. Destinazioni top secret
Già nel 2008 i rifiuti di Napoli furono portati fuori regione via mare. In quell'anno andarono nelle discariche della Sardegna
5 agosto 2011 - Paolo Cuozzo
Fonte: Corriere del Mezzogiorno

NAPOLI — Le firme sui contratti sono state messe ieri. I rifiuti di Napoli saranno trasportati via mare in due paesi del Nord Europa, tra Norvegia ed Olanda, «ma anche in una regione italiana che però ancora non possiamo svelare». Il sindaco Luigi de Magistris chiude così, di fatto, il cerchio dell'emergenza rifiuti in città. Forte pure del fatto che in agosto la spazzatura in strada diminuisce naturalmente perché i napoletani sono in vacanza e quindi ne producono meno. «La prima nave salperà ad inizio settembre», spiega sempre l'ex pm, che ringrazia il suo vice, Tommaso Sodano, che al progetto di migrazione dei rifiuti ha lavorato fin da prima di entrare in giunta. Ma quale sia esattamente l'inceneritore nel quale brucerà la monnezza di Napoli «rimane top secret, anche perché — dice il sindaco — vogliamo a tutti costi evitare sabotaggi e pure che lievitino i costi, oltre a prevenire possibili strumentalizzazioni fino a quando partirà la prima nave. Ovviamente, però, quando ogni cosa sarà pronta diremo tutto a tutti, senza nascondere nulla. Una cosa però posso dirla: portare i sacchetti all'estero ci costerà meno rispetto a oggi». Il risparmio si aggirerà sui 3o-4o euro a tonnellate. Nell'operazione entrerà a far parte anche la Provincia, con cui ieri il Comune ha siglato un protocollo, visto che sulla nave saranno caricati anche parte dei rifiuti prodotti nell'hinterland di Napoli. Portare i rifiuti all'estero, non solo permetterà lo svuotamento degli Stir, ma snellirà anche il lavoro dell'Asia, perciò dovrebbero calare le spese per il personale arrivate, in un anno, a sei milioni solo per la retribuzione degli straordinari. Difficilmente però si arriverà ad una diminuzione della tassa sui rifiuti, che a Napoli è da record, ammesso che risparmi ci saranno. Almeno, però, la Tarsu, oggi gestita dalla Provincia, non dovrebbe aumentare. La prima nave partirà quasi contestualmente al fatidico 5 di settembre, giorno in cui prenderà il via la differenziata porta a porta" per 325 mila abitanti che diventeranno — almeno questo sperano in Comune —50o mila nel 2012. Capitolo termovalorizzato-re. Il sindaco non demorde. «Ricorreremo — giura — a tutti gli strumenti utili per scoraggiare la realizzazione di qualsiasi impianto sul territorio di Napoli, "smineremo" qualsiasi tentativo di realizzarlo». Il giorno dopo la sentenza del Tar del Lazio che rigetta il ricorso del Comune e di Asia contro le procedure di gara per il termovalorizzatore a Est della città e contro la delibera della giunta Caldoro che revoca il diritto di concessione dell'area dove sorgerà, de Magi-stris ribadisce il suo no a questo tipo di impianto. «A Napoli il termovalorizzatore non serve — ha ribadito — se poi vogliono realizzarlo per portare lì tutti i rifiuti della Campania, lo dicano. Non ci saranno inceneritori — ha confermato — né altre discariche sul nostro territorio perché c'erano proposte concrete per realizzare due mega invasi, uno a Chiaiano e uno a Marano, in provincia, dove invece noi porteremo avanti il progetto di realizzazione del Parco delle colline metropolitane». Sempre sul fronte del rigettato rigettato contro la delibera regionale dello scorso aprile, il vicesindaco Tommaso Sodano ha scommesso che «su quei suoli sarà realizzato l'impianto di compostaggio».

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