Tarro: monitoraggio insufficiente si sottovaluta il rischio infezioni

1 agosto 2011 - Patrizia Marino
Fonte: Il Mattino

Allarme a Posillipo, parla l'esperto. «Il pericolo dell'inquinamento delle acque campane non deve essere sottovalutato - spiega Giulio Tarro, virologo ed Emerito professore del Cotugno di Napoli, sono molte le infezioni che si possono contrarre se ci si tuffa in zone a rischio. I liquami che si trovano nelle fogne contengono non solo escrementi umani ma microorganismi batterici in grado di provocare molte malattie infettive. Il batterio principale che noi possiamo trovare e che è in genere l'indice di valore inquinante nel monitoraggio delle acque del mare è il «Batterium coli» responsabile di gravi gastroenteriti, epatiti virali». Quindi? «Per questo motivo bisogna non solo stare attenti a dove ci si tuffa in questo momento di grosso inquinamento territoriale, basta anche solo ingoiare un po' di acqua di mare inquinata, ma non bisogna assolutamente mangiare frutti di mare crudi soprattutto le cozze le quali sono portatrici di numerosi germi, avendola proprietà di assorbire tutto ciò che si trova intorno a loro. Se quindi si trovano - prosegue Tarro - in una zona di mare inquinata, saranno veramente pericolose per il nostro organismo se ingerite appunto crude: rischio concreto di poter contrarre I'epatie virale. Ma nel mare inquinato c'è anche la proliferazione di stafilococchi portatori di infezioni cutanee, che causano sulla pelle bolle, foruncolosi ed altri tipi di infezioni». Altro discorso è la presenza di topi morti in mare. «Ia loro stessa presenza - dice Tarro - già in generale non è una bella vista ma il vero pericolo igienico-sanitario viene dato dall'urina dei topi, che in mare viene generalmente affievolita se non annientata dalla presenza di sostanze saline dell'acqua. Pericolo maggiore nei fiumi, che essendo formati di acqua dolce non hanno questo potere diciamo disinfettante e in strada. La presenza di topi, che è ormai triplicata a causa dei rifiuti nella nostra città crea una vera emergenza sanitaria soprattutto ora d'estate, che si cammina con i piedi scoperti, poichè i ratti sono portatori di una malattia gravissima malattia la leptospirosi, patologia mortale che attacca reni e fegato e che si contrae per via cutanea. Basta venirne in contatto e questo è anche il caso appunto di chi si bagna nei fiumi o nei laghi di cui non si è certi della balnebilità». Infine l'appello. «La ricerca dello studio della virologia non va sottovalutato anzi incrementato. A Barcellona per monitorare l'inquinamento delle acque si usano strumenti avanzatissimi che potremmo usare anche noi qui in Campania».

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