Topi e rifiuti a mare, choc da Bagnoli a Nisida

Fogne al collasso dopo le piogge, aperte le paratie: nell'acqua carcasse di animali. Tuffi vietati
1 agosto 2011 - Marisa La Penna
Fonte: Il Mattino

Decine di carcasse di topi morti sul bagnasciuga della spiaggia di Bagnoli che affaccia su Nisida. Uno spettacolo raccapricciante fronteggiato, con tempestività, dagli operai del Comune a cui si è rivolta l'Asl -allertata a sua volta dalla Capitaneria di Porto - dopo un sopralluogo sull'arenile. Era stata una motovedetta, in perlustrazione nel mare antistante il porticciolo di Nisida, a notare liquami e rifiuti che galleggiavano a pelo d'acqua. Gli uomini della Capitaneria hanno tentato di risalire alla fonte del putridume. La ricerca è stata interrotta, però, dal richiamo di alcuni bagnanti che, dalla spiaggia, hanno indicato loro le carogne dei topi. t scattato immediatamente l'allarme. La balneazione è stata, così, subito interdetta per dare modo dapprima ai tecnici dell'asl e poi agli operai del Comune di eliminare i ratti. L'assessore comunale al Mare, Tommaso Sodano, ammette: «Purtroppo non è la prima volta che accade. Il problema è stato determinato dalle piogge intense dei giorni scorsi. Per evitare incidenti allarete fognaria sono state aperte le paratie che bloccano le carcasse di topi. Questo grave episodio impone i lavori di ammodernamento dell'impianto che non è stato mai ultimato. C'è bisogno di potenziarlo e di un intervento straordinario di pulizia dei canali. Chiederemo alla società che gestisce le acque di intervenire con rapidità». «Si tratta certamente di un allarmismo esagerato e che riguarda un piccolissimo tratto di costa. Nel mio stabilimento oggi l'acqua era stupenda. Inoltre per legge deve essere il sindaco a emettere il divieto di balneazione su un tratto di costa della cittàenon laC''apitaneria. Già la stagione è difficile se poi ogni piccolo problema viene ingigantito allora non ci siamo proprio» dichiara, polemico, Mario Morra, presidente del Sindacato Balneatori Campani e titolare del Bagno Elena, a Posillipo. E Francesco Borrelli, commissario regionale dei Verdi: «Chiediamo un intervento urgentissimo dell'Arpac affinchè analizzi subito le acque dove la Capitaneria ha invitato sta-mane i vacanzieri a non fare il bagno per far sapere alla cittadinanza se davvero il mare è inquinato o se si è trattato di un problema momentaneo e facilmente superabile. Ci sono voluti annidi lavoro per ottenere la balneabilità di questo tratto di costa non vorremmo che un piccolo incidente, seppur grave, di una fogna rotta fosse ingigantito e creasse un danno enorme agli operatori turistici della zona e all'intera città». Michele Buonanno, presidednte di Legambiente Campania si dice adirato: «Mi dispiace che continui-noa ripetersi episodi ai danni del nostro mare. Una decina di giorni fa nel porto galleggiava una enorme chiazza di idrocarburi scaricati chissà da chi. Ora è la volta dei topi. Questo impone che si metta mano a un grande progetto di manutenzione e di qualificazione di tutto il sistema depurativo». «Nel nostro mare, spesso, si verificano disastri in maniera più occulta di quanto accade stilla terra, che è ben più visibile. Mi riferisco ovviamente alla madre di tutte le crisi, ovvero a quella dei rifiuti. Il nostro litorale, soprattutto quello cittadino e quello del Casertano richiedono grandi investimenti. Ricordiamo, per esempio, i gravi danni dello scorso anno prodotti dalla rottura del depuratore di Cuma. Bisogna mettere mano a un sistema depurativo che possa fare fronte a tutte le esigenze di tutta la regione».

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