Aprono due cave-discarica per i rifiuti stabilizzati dai sindaci del Nolano ok al piano della Provincia

L'intesa. Firmato a Palazzo Matteotti l'accordo di programma per il ciclo dei rifiuti tra Regione, Provincia e i 22 Comuni del nolano. L' accordo prevede il potenziamento della differenziata e l'autosufficienza dei comuni tramite la realizzazione di impianti di discarica, compostaggio e digestione anaerobica
30 luglio 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Alla fine il presidente Cesaro ce l'ha fatta e i sindaci del nolano si sono convinti a firmare il protocollo d'intesa più volte esaminato e discusso: la frazione umida stabilizzata prodotta dallo stir di Tufino (quando sarà prodotta) sarà portata nelle cave di Paesenzano I e 2 già utilizzate in passato come discarica. Per aprirle ci vorrà un anno. È evidente che la strada dei conferimenti nelle altre regioni e negli altri Paesi sarà ancora lunga. L'accordo riconosce come prioritaria l'estensione e l'intensificazione della differenziata in tutti i comuni e perciò prevede che entro tre mesi i consigli comunali coinvolti (19 sui 22 che insistono nell'area, manca infatti la firma dei primi cittadini di Visciano, Roccarainola e San Vitaliano) dovranno approvare piani per il poteziamento della raccolta. La Regione e la Provincia, dal canto loro, si sono impegnate a finanziarli. Nel territorio nasceranno anche stabilimenti per il trattamento e il recupero di materiali ed energia. Ci sarà un impianto di digestione anaerobica per la lavorazione dell'umido presso lo stir di Tufino (già pubblicato il bando per la sua realizzazione) e le linee di stabilizzazione saranno raddoppiate. Quella già in funzione viene gestita dalla Biocom (una società veneta) e produce 250 tonnellate, quella da costruire dovrebbe essere gestita dalla Sapna, la società provinciale, che sembra intenzionata a noleggiare i teli necessari dalla stessa Biocom. Ma l'accordo prevede che i comuni dell'area nolana costituiscano una società di scopo pubblica perla realizzazione e la gestione di tutte le attività e gli impianti che già ci sono e di quelli che dovranno essere realizzati utilizzando il personale dei consorzi di bacino di Napoli e Salerno. Nelle cave potrà essere portato solo il materiale prodotto nei comuni che hanno sottoscrittogli accordi negli altri impianti potranno conferire, in caso di necessità, anche gli altri. Ovviamente pagando. La Regione si è impegnata a trovare entro sei mesi le risorse finanziarie necessarie, la Provincia ad attuare entro un anno la parte di sua competenza, dallo svuotamento degli stir all'apertura dei siti. Sono previste anche compensazioni ambientali in misura del 10 per cento degli investimenti previsti. «1 sindaci - sottolinea Cesaro - hanno capito che sull'argomento c'è l'impegno di tutti, anche del governo. L'autonomia dell'area rimane il punto nodale su cui ci stiamo muovendo». Meno entusiasta il commento del presidente dell'agenzia nolana, Andrea Manzi, che spiega: «Nel principio della responsabilità istituzionale abbiamo dato il nostro contributo salvaguardando al meglio quelli *** che sono gli interessi della nostra comunità». Intanto il sindaco di Napoli Luigi de Magi-stris lancia l'allarme: «Si faccia una raccolta straordinaria e successivamente una vigilanza per togliere tutte le mini-discariche che circondano la città e che vengono volutamente realizzate da chi vuole il male di questa metropoli». L'allarme Il sindaco: serve vigilanza per eliminare i mini-impianti realizzati da chi vuole il male di Napoli

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