Vendola blinda la Puglia: senza garanzie non saremo la discarica della Campania

L'avvertimento del governatore «Non faremo da alibi a chi ha scelto di smarcarsi»
21 luglio 2011 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

Per ora solo una goccia del mare mentre Napoli boccheggia stritolata come è dai rifiuti non raccolti. E di trasferimenti verso altre regioni non se ne parla. «Quello della Liguria non è un no alle 20mila tonnellate di rifiuti da Napoli, è un sì - chiarisce l'assessore ligure all'Ambiente Renata Briano -. Vedremo dopo l'incontro con il governo se ci sarà la nostra disponibilità ad accogliere altri rifiuti oltre alle 2.500 tonnellate già accettate». Già. Due milacinquecento tonnellate appena. Ovvero quanto produce Napoli città in due giorni e, più o meno, la stessa quantità di rifiuti che è in queste ore è per le strade. Ma oltre ai dubbi genovesi ci sono gli aut aut del governatore della Puglia. «No ai rifiuti campani se non ci saranno garanzie del Paese nell'affrontare l'emergenza», attacca il governatore Nichi Vendola. Poi spiega: «Siamo sostanzialmente di fronte ad un trasferimento dell'emergenza dalla Campania alla Puglia, ad una solidarietà coatta e impedente dell'esercizio di tutela della salute pubblica. Inaccettabile. La Regione Puglia ha voglia di esprimere solidarietà a qualunque territorio che viva una situazione emergenza perchè la solidarietà è dovere assoluto che appartiene al nostro essere membri della comunità nazionale, ma non & un alibi per i territori che intendono sottrarsi a questo dovere e non pub essere esercitata a scapito dei cittadini pugliesi». Ma più che un braccio di ferro politico, il problema è tecnico e legato al vecchio accordo per trasferirei rifiuti campani in Puglia. «Basta, da un momento all'altro può scoppiare una rivolta in Puglia legittima e sacrosanta», tuona il leader di Sel durante i lavori in consiglio regionale. Poi aggiunge: «E inaccettabile che il nostro territorio sia molestato anche da un trasporto non a norma di rifiuti. Seguiamo l'emergenza rifiuti a Napoli e in Campania con spasmodica attenzione perchè possiamo pagare in prima persona e ad un prezzo molto caro gli effetti dello sviluppo della situazione». E si ritorna al protocollo dell'anno scorso, violato secondo il governatore che ha fatto ricorso al Tar del Lazio, vincendolo, contro i trasferimenti di rifiuti che avvenivano tramite accordi tra la Provincia di Napoli e operatori privati. Tutto bloccato sino alla sospensiva del Consiglio di Stato. «Le aziende proprietarie di discariche, soprattutto nel tarantino, hanno accordi con la Regione Campania per il conferimento di un minimo di 1300 tonnellate al giorno. Per cui possiamo immaginare - fa due conti Vendola - che entro fine 2011 prenderemo altre 200 mila tonnellate di rifiuti. Sostanzialmente un trasferimento dell'emergenza dalla Campania alla Puglia». Senza contare quanto già fatto negli scorsi mesi. «Nel protocollo poi violato la nostra solidarietà era quantificata in 40 mila tonnellate di rifiuti da accogliere e che nel tempo intercorso tra la nostra protesta e la sentenza del Tar sono state smaltite in Puglia 66 mila tonnellate di rifiuti, senza il controllo necessario. Questo - conclude - porta ad un totale di 110 mila tonnellate di rifiuti che in questi tre anni la Puglia ha raccolto dalla Campania, più della somma di tutte le altre regioni messe insieme e di queste 60 mila fuori da protocollo e in sfregio alla nostra solidarietà». E si ritorna di nuovo a Genova dove pure i trasferimenti sono bloccati per l'ostracismo della minoranza di centrodestra. «Sui rifiuti di Napoli la Liguria ha chiesto coerenza al centrodestra, che a livello governativo ci chiede di soccorrere la Campania, ma a livello locale non vuole la spazzatura», denuncia l'assessore regionale all'Ambiente Briano. La sindaca di Genova è perentoria: «Risolvere la crisi campana per il bene del Paese».

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