Rifiuti, strappo del Carroccio: affonda il decreto salva-Napoli

Maggioranza spaccata, Palazzo Chigi a un passo dal ritiro delle norme
20 luglio 2011 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

La maggioranza viene battuta sul decreto rifiuti, si spacca e alla fine è costretta a salvarsi in calcio d’angolo chiedendo un rinvio. Accade tutto in poche ore a Montecitorio. All’ordine del giorno c’è la discussione sul dl approvato dal governo che, recependo una sentenza del Tar Lazio, autorizza il trasferimento dei rifiuti fuori dalla Campania ma con il nulla osta delle Regioni ospitanti. L’ordinanza del Consiglio di Stato, anticipata dal Mattino, ha però rimescolato le carte perché dà il via libera al trasferimento dell’immondizia senza il parere dei governatori, ma solo attraverso un accordo tra i singoli impianti. Si tratta ora di recepire quanto deciso dai giudici amministrativi e infatti il deputato campano del Pdl Paolo Russo presenta un emendamento ad hoc. Il governo, che pure aveva ipotizzato nelle scorse ore un margine di trattativa, si chiude a riccio: il pressing della Lega, contraria al decreto e ancora di più al correttivo di Russo («questa non è un’emergenza nazionale, ma solo locale», dicono i fedelissimi di Umberto Bossi), ha ottenuto gli effetti sperati. Si va in aula e il clima si surriscalda subito. Già pochi minuti prima era successo l’impensabile. In commissione Bilancio, in un blitz in piena regola, Pd e Pdl avevano votato insieme (la Lega si era astenuta) a favore di un emendamento proposto dal democratico Salvatore Margiotta che affida al governatore Stefano Caldoro il «compito di individuare i siti da attrezzare a discarica, all’uopo utilizzando le cave abbandonate e dismesse». «Una misura che - chiarisce il deputato del Pdl Amedeo Laboccetta - appare necessaria per superare l’impasse e affidare pieni poteri a chi governa il territorio». Ce n’è abbastanza per spingere il relatore, Agostino Ghiglia (Pdl), a chiedere il rinvio del testo in commissione. Un modo per prendere tempo e tentare così di raggiungere un accordo all’interno del centrodestra. Ma la maggioranza viene battuta per sei voti. La discussione, dunque, continua con l’auto ostruzionismo di Pdl e Lega mentre il ministro Stefania Prestigiacomo, contraria a modificare il decreto, riunisce i capigruppo e una delegazione di parlamentari campani. La tensione sale alle stelle e lo strappo è inevitabile. I «ribelli», guidati da Russo, non retrocedono di un millimetro e si dicono pronti a votare l’emendamento, mettendo di fatto a rischio la tenuta del governo. Il ministro dell’Ambiente cerca allora l’ultima mediazione con il Carroccio, ma il suo tentativo fallisce. A questo punto Ghiglia chiede e ottiene, con 14 voti di scarto, un rinvio di 24 ore. Il decreto dovrà essere discusso di nuovo oggi (all’ordine del giorno c’è anche il voto sulla richiesta di arresto del deputato pdl Alfonso Papa) ma l’esecutivo, per superare lo stallo, pensa di ritirarlo. Cosa che potrebbe accadere in giornata. Se così fosse, cosa succederebbe? Sarebbe valido quanto sostenuto dai giudici del Consiglio di Stato: sì ai trasferimenti fuori dalla Campania senza i nulla osta delle Regioni ospitanti ma solo con gli accordi tra gli impianti. Ciò che hanno chiesto il governatore Caldoro e i parlamentari campani ma soprattutto il capo dello Stato Giorgio Napolitano quando ha sollecitato il governo a fare di più. Anche in queste ore il Presidente segue con attenzione e preoccupazione l’iter del provvedimento pur nel rispetto delle prerogative del parlamento. Il capogruppo della Lega, Marco Reguzzoni, conferma: «Il ritiro del decreto è possibile». La decisione finale arriverà però solo in queste ore mentre nella tarda serata di ieri si è svolto nella Capitale un vertice Pdl-Lega proprio per decidere sul da farsi. Inevitabili le polemiche. Il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, va all’attacco: «Auto ostruzionismo, sbandamento totale della maggioranza; alla prova dei fatti questi non ci sono, mentre il problema c’è ed è grande». Per il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, «il governo ha varato un decreto inutile. Bisogna migliorarlo per aiutare Napoli approvando l’emendamento che recepisce l’ordinanza del Consiglio di Stato». Durissimo anche il giudizio del deputato e responsabile Enti locali dell’Udc, Mauro Libè: «Il governo è finito in un angolo, guidato forzatamente dalla Lega che ne decide le sorti. Nonostante la nostra fattiva disponibilità a collaborare, la maggioranza pensa solo a tirare a campare». Il Carroccio, invece, è categorico: «Al Nord siamo stufi di essere il ricettacolo del peggio del Paese, di avere il tasso più alto di immigrazione clandestina, di accollarci i rifiuti della Campania» tuona Claudio D’Amico. Infine Antonio Di Pietro, leader dell’Idv: «Il dato politico è che non c’è più un governo che abbia una maggioranza in Parlamento».

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