«Capienza limitata a Pustarza rischiamo di andare in crisi»

Gambacorta ottimista in vista dell'appello contro l'ordinanza di Caldoro
17 luglio 2011 - Vincenzoi Grasso
Fonte: Il Mattino Avellino

È stato già depositato al Tar del Lazio dai legali dell’amministrazione provinciale di Avellino il ricorso contro l’ordinanza del governatore Stefano Caldoro che ha disposto, fino al 25 luglio prossimo, lo sversamento a Pustarza di 400 tonnellate di rifiuti giornalieri, provienti dagli impianti di Caivano e Battipaglia. Oltre alla quota (altre 250 tonnellate) della frazione umida tritovagliata di Pianodardine. Per una decisione del tribunale amministrativo, comunque, non bisognerà attendere molto. Dopo la discussione prevista per domani mattina, è atteso nel pomeriggio il dispositivo che dovrebbe mettere fine a questo nuovo contenzioso tra istituzioni. Diversamente dal primo ricorso, quello per l’ordinanza dell’8 luglio, tra gli ambienti dell’amministrazione provinciale di Avellino si nutre una certa fiducia nella valutazione che assumeranno sulla vicenda i giudici amministrativi. L’ordinanza bis di Caldoro - viene fatto osservare - prevedendo il raddoppio delle quantità di rifiuti da conferire non solo a Pustarza, ma anche a San Tammaro, non può essere considerata uno strumento per superare un’emergenza, ma solo un espediente per coprire un’inadempienza delle province di Napoli e Salerno nel gestire il ciclo dei rifiuti. Inadempienza che non finirà neanche dopo il conferimento di questi rifiuti. «Lo capiscono tutti - sostiene l’assessore provinciale all’Ambiente, Domenico Gambacorta - che alla fine a entrare in crisi potrebbe essere proprio la nostra provincia. Pustarza ha una capienza limitata e accertata. Non si tratta di negare la solidarietà ad altri, ma di essere certi che ci siano gli interventi strutturali per affrontare il problema dei rifiuti soprattutto a Napoli». Allo stato attuale le certezze sono davvero poche. La Provincia deve assolutamente difendersi e cautelarsi. Tra l’altro non manca neanche qualche preoccupazione per l’avvio del completamento della quarta vasca. La Regione, che ha nominato un commissario, l’ingegnere Giovanna Ferrari, per l’approvazione del progetto definitivo e l’indizione della gara, deve ancora erogare le risorse annunciate, circa dieci milioni di euro. Ad ogni modo, anche se il Tar dovesse dare ragione al presidente Sibilia, all’impianto di Savignano, fino a domani, potrebbero essere sversate 1600 tonnellate di rifiuti. Una quantità non indifferente. Per gli ambientalisti dell’Arianese non basta contrastare con i ricorsi al Tar il governatore Caldoro. Se non si apre una fase di confronto sulle cose da fare per il futuro - sostiene La Manna - si corrono diversi rischi: non si apriranno altre discariche nel napoletano, né si realizzeranno termovalorizzatori. A Savignano sembrano già rassegnati. Neanche in occasione dell’ordinanza bis di Caldoro c’è stata qualche timida protesta davanti ai cancelli, come è avvenuto altrove. L’amministrazione comunale continua a effettuare i controlli all’interno dell’impianto: la giunta si è limitata a un ordine del giorno contro i conferimenti.

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