Ricorsi al tar sui rifiuti, scontro De Luca-Sibilla

Il senatore Pd: "Tenta di salvarsi la coscienza". Il Presidente replica: "Ho sempre difeso l'Irpinia"
17 luglio 2011 - Amedeo Picariello
Fonte: Il Mattino Avellino

«Il ricorso al Tar? Sibilia come Ponzio Pilato tenta di salvarsi la coscienza: quando la politica ricorre alla magistratura certifica il suo fallimento. Senatori contro sulla vicenda rifiuti e sul braccio di ferro con il governatore Stefano Caldoro che continua a spedire anche in Irpinia i rifiuti di Napoli e Salerno. Enzo De Luca, del Pd, attacca frontalmente Cosimo Sibilia, del Pdl, a Palazzo Madama ma anche alla presidenza dell’amministrazione provinciale di Avellino. Nel giro di una sola settimana Sibilia ha presentato ben due ricorsi al Tar del Lazio contro i provvedimenti di Caldoro che hanno autorizzato i conferimenti fuori provincia. Ospite della rubrica «Forum» in onda su Irpinia Tv, il vice presidente della Commissione Bicamerale d’inchiesta sulle ecomafie, ha criticato con fermezza la decisione di Sibilia di adire le vie legale. «Se il confronto è con un governo regionale e nazionale di colore politico diverso, allora il dissenso assume un valore simbolico e politico. Ma quando si è parte, ed è il caso di Sibilia, di una filiera istituzionale che ha un’unica matrice politica allora bisogna essere seri. Limitarsi a prendere le distanze ad Avellino e non a Roma diventa stucchevole. Sibilia dovrebbe avere uno scatto d’orgoglio e mostrare il coraggio di uscire dalla maggioranza per essere credibile, altrimenti ci si limita a sceneggiate di fronte al popolo irpino che non merita di essere preso in giro». Nel merito dello contrasto con Caldoro e della nuova ed ennesima crisi nel ciclo dei rifiuti in Campania, De Luca ha aggiunto: «Fossi in Sibilia mi sarei adoperato, facendo pressione sia sul governo nazionale che su quello regionale, affinché fosse applicata quella legge che lui stesso ha votato dove la soluzione a tutti i problemi è bella e pronta: mi riferisco all’utilizzo come discariche delle cave dismesse che in regione sono un migliaio. Ci sono diversi siti che potrebbero essere iniziare ad accogliere i rifiuti in pochi giorni. Ma questa soluzione al problema, sancita anche nella legge, viene volutamente nascosta attraverso una vera e propria mistificazione per il solo fatto che porta il marchio del Pd e mio. Come al solito, l’impotenza politica di certi personaggi si tramuta in accuse gratuite su questioni particolarmente delicate». La replica del presidente Cosimo Sibilia: «Il momento impone coesione, non il solito rituale di attaccare e affibbiare colpe, che peraltro non ci sono. Ma a questo punto è d’obbligo fare chiarezza, soltanto a beneficio per la comunità irpina e non per replicare ad un improbabile interlocutore. Da presidente della Provincia e da senatore della Repubblica mi sono battuto e continuo a battermi per la difesa del territorio irpino. La tutela dell’ambiente è in cima all’agenda di Palazzo Caracciolo. In tutte le sedi continuerò questa azione, in linea con il mandato che mi è stato affidato dall’intero consiglio provinciale che sulle grandi questioni, come quella della gestione e dell’emergenza dei rifiuti, ha votato in maniera compatta». «Maggioranza e opposizione hanno dimostrato un grande senso di responsabilità - aggiunge Sibilia -. De Luca dovrebbe far tesoro degli esempi che arrivano dal gruppo del Pd. Al Tar ci siamo rivolti sulla scia delle indicazioni del consiglio. Sono l’unico a essersi schierato contro il proprio partito e contro Caldoro senza timori di ripercussioni per il futuro politico personale. A differenza di altri. Basti pensare che qualche improbabile interlocutore del Pd in Senato ha votato contro l’Irpinia, contro la cancellazione del Formicoso tra i siti individuati per la realizzazione di nuove discariche. Noi ci siamo battuti per quella legge e l’abbiamo votata. Ancora: la provincia di Avellino ha fatto da apripista per una gestione del ciclo dei rifiuti, arrivando a risultati importanti nonostante le enormi difficoltà. Abbiamo tutelato i livelli occupazionali, con uno straordinario lavoro di confronto, a tratti anche aspro, con le organizzazioni sindacali».

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