Da Napoli a Pustarza, la nuova guerra dei rifiuti

Arrivati i primi 13 camion, Sibilla ricorre nuovamente al Tar contro l'ordinanza bis di Caldoro
16 luglio 2011 - Vincenzo Grasso
Fonte: Il Mattino Avellino

Adesso bisogna davvero temere per la saturazione della terza vasca della discarica di Pustarza. Ma anche per il riproporsi di una nuova guerra tra istituzioni. Il governatore della Campania, Stefano Caldoro, di fronte all’impossibilità della risoluzione del problema dello smaltimento dei rifiuti in provincia di Napoli e Salerno, con una nuova ordinanza, ha disposto che a Pustarza venga conferito più del doppio delle quantità di rifiuti sversati dall’8 al 13 luglio scorso. Si sperava che con i precedenti conferimenti la situazione potesse migliorare e, invece, è cambiato ben poco nelle strade di Napoli e provincia. Lo sversatoio irpino deve accogliere, dunque, fino al 25 luglio, 400 tonnellate al giorno di rifiuti provenienti dagli impianti di Caivano e Battipaglia, oltre ad altre 250 tonnellate di frazione umida tritovagliata dello Stir di Pianodardine e al «tal quale» di Ariano Irpino, Greci, Savignano e Montaguto. Stesse quantità per l’impianto di San Tammaro, mentre per Sant’Arcangelo Trimonte è prevista solo la quota di solidarietà. I cancelli di Pustarza sono rimasti aperti già ieri mattina per i primi tredici compattatori, tra le inutili proteste degli amministratori locali e degli ambientalisti e l’annunciato e scontato ricorso al Tar del Lazio da parte dell’amministrazione provinciale di Avellino. «L’incarico al legale - spiega l’assessore all’Ambiente, Domenico Gambacorta - è stato già affidato. Potrebbe esserci una decisione anche lunedì. Non c’erano altre vie da seguire. Finora è stato inutile spiegare a Caldoro e all’assessore Romano le ragioni che sconsigliavano sempre e solo il ricorso a Pustarza e ad altre discariche fuori dalla provincia di Napoli. Si continua ad andare avanti senza un reale coinvolgimento delle istituzioni e dei territori e senza un piano preciso. Fino a quando non si adottano scelte, con l’indicazione di tempi certi, per la differenziata e per l’impiantistica si rischia di ripetere sempre lo stesso errore. Come Provincia finora abbiamo fatto il nostro dovere, rispettando gli accordi del 4 gennaio scorso sottoscritti a Palazzo Chigi. Oggi, però, non si può accettare a cuor leggero la nuova ordinanza del governatore. Il Tar questa volta ci dovrà dare ragione». Quella adottata non sarebbe più, infatti, un’ordinanza una tantum per fronteggiare un’emergenza, ma un espediente per trasferire altrove i rifiuti da Napoli e Salerno. È bastata una sollecitazione a Caldoro per far emettere un provvedimento che non sarà neanche risolutivo. Con l’aggravante che si mette davvero a rischio, in attesa della realizzazione della quarta vasca di Pustarza, la capienza della vasca in esercizio. «Non ci voleva molto per capire - spiega il sindaco di Savignano, Oreste Ciasullo - quanto sia poco rispettato il nostro territorio. Continuiamo a subire decisioni calate dall’alto. Il nostro compito di controllare i rifiuti in discarica non si attenua; sosteniamo, ovviamente, la Provincia nella battaglia legale intrapresa». «Abbiamo votato un ordine del giorno in consiglio comunale - sostiene Antonio Ninfadoro del Pd - per diffidare Caldoro dal firmare nuove ordinanze. La risposta è sotto gli occhi di tutti». Critico con la Provincia, invece, è Anselmo La Manna, esponente degli ambientalisti di Ariano. «Sulla questione rifiuti - precisa - l’onorevole De Simone ha pagato duramente. Oggi, però, constatiamo che anche la nuova classe politica provinciale non riesce ad incidere e a difendere adeguatamente il territorio. Ci si limita a fare qualche ricorso al Tar, sapendo bene come va a finire. Non è quello che ci aspettavamo dal presidente Sibilia. Probabilmente bisogna mettere in campo nuove manifestazioni popolari».

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