Flop solidarietà Province obbligate a "ripulire" Napoli

Sempre peggio: a terra 2400 tonnellate
E Caldoro firma una nuova ordinanza
15 luglio 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Nuova ordinanza del governatore Caldoro per mandare i rifiuti di Napoli nelle altre province mentre il vicesindaco Tommaso Sodano annuncia decisioni «cogenti, incisive e impegnative»: per togliere i sacchetti dalle strade. Probabilmente il Comune sta pensando a nuovi siti di trasferenza: uno, forse due. La decisione del presidente della Regione è arrivata dopo l'ennesima difficilissima giornata. Ieri mattina a terra a Napoli c'erano 2400 tonnellate di sacchetti, oggi ce ne saranno almeno 2700: l'Asia ha avuto molti problemi a smaltire le 1000 tonnellate assegnate dall'ufficio flussi tra gli stir di Tufino e Giugliano. «Non ci sono elementi oggettivi per poter ipotizzare un miglioramento», sostiene Raphael Rossi, presidente di Asìa. «Da un lato – spiega – giocano i rallentamenti nei conferimenti degli stir di Tufino, dove si lavora al 50%, e Giugliano, che funziona al 40%, dall'altro la solidarietà delle Regioni che tarda ad arrivare». D'altra parte i contatti informali con le Province non hanno prodotto i risultati sperati: l'auspicata spontanea solidarietà non è arrivata. Anche perché gli amministratori di Avellino, Benevento e Caserta hanno sottolineato che nel napoletano ci sono ancora due discariche, quella di Chiaiano (che potrebbe essere allargata) e quella di Terzigno che, in forza di un accordo con il premier, riceve solo dai diciotto comuni dell'area rossa. In sostanza presidenti e assessori chiedono che anche i siti del Vesuvio e di Napoli Nord vengano utilizzati a pieno ritmo. Il nodo dell'emergenza si è dunque ulteriormente intricato. A questo punto, ha ragionato Caldoro, è evidente che la situazione è più che critica e che quindi si sono ricreate le condizioni per una nuova ordinanza. E in tarda serata ha firmato il provvedimento che ricalca quello della scorsa settimana. Il dispositivo prevede per cinque giorni la possibilità di portare nelle discariche di Savignano Irpino, San Tammaro e Sant'Arcangelo Trimonte la frazione umida che blocca gli stir. Ma è anche allo studio una norma che eviti l'ostruzionismo sugli impianti di tritovagliatura che nella scorsa settimana ha praticamente vanificato gli effetti dei conferimenti in discarica. Immediata la reazione del presidente della Provincia di Caserta. «Non si può continuare - afferma Domenico Zinzi - ad offendere una provincia in questo modo. I problemi non si risolvono di ordinanza in ordinanza. Ognuno deve pensare a risolvere le proprie questioni. Caserta lo ha fatto, lo facciano anche gli altri». Contemporaneamente si cerca di accelerare sulle discariche: il pressing sul commissario Annunziato Vardè è insistente per arrivare in tempi brevi all'apertura delle cinque cave di Chiaiano, Marano, Sant’Anastasia, Giugliano e Comiziano che dovrebbero accogliere la monnezza stabilizzata appena gli impianti saranno in grado di produrla. Iniziative necessarie: le chiedono i governatori delle regioni alle quali la Campania si sta rivolgendo per ottenere la possibilità di trasferire i rifiuti. Dopo il sì di Toscana, Emilia Romagna e Liguria si lavora su Sicilia, Lombardia e Puglia. Non c'è tempo da perdere. L'ultimo fronte sul quale si continua a insistere è quello delle navi cariche di spazzatura da far salpare alla volta dei Paesi del Nord.

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