Medici sentinella, nasce l’Osservatorio anti-malattie

Task force di studiosi e specialisti per monitorare i rischi legati ai rifiuti tossici sversati in passato
14 luglio 2011 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

Medici e ricercatori diventano «sentinelle» nei quartieri di Napoli per verificare lo stato di salute dei cittadini, delle falde acquifere e dei terreni a contatto con i rifiuti tossici sversati in passato. Gli «007» della sanità sono pronti a scendere in campo in primis a Pianura, quartiere tra i più colpiti dalla lunghissima crisi dell’immondizia per aver ospitato la discarica dei Pisani. La grande sfida, spiegano gli esperti, è infatti appurare se e quali aree siano avvelenate ed avviare in tempi rapidi le necessarie bonifiche. Il progetto è stato presentato all’Istituto per gli studi filosofici nel corso di un incontro, promosso da Isde Medici per l’ambiente e dalla Sbarro research foundation Usa, a cui hanno partecipato scienziati ed amministratori locali. La task force di medici - che vede in prima linea, tra gli altri, il direttore dello Sbarro Institute di Philadelphia Antonio Giordano, l’oncologa dell’Human Health foundation di Spoleto Maddalena Barba, il cardiologo Alfredo Mazza e Antonio Marfella dell’Istituto Pascale - è dunque convinta della necessità di passare alla fase due, maggiormente operativa. La fase uno si è chiusa con la pubblicazione di uno studio choc sulla prestigiosa rivista scientifica statunitense Cancer Biology and therapy: secondo l’indagine nell’area compresa tra Napoli e Caserta (ma è sotto osservazione anche l’Agro-nocerino) i decessi per cause che vengono in qualche modo collegate all’emergenza e ai rifiuti tossici sarebbero aumentati del 9,2 per cento per gli uomini e del 12,4 per le donne. Da qui l’impegno di medici e ricercatori per adottare le indispensabili contromisure. Non sono invece stati riscontrati nessi tra la presenza di spazzatura in strada e le malattie tumorali. «Stiamo lavorando per costruire un movimento intellettuale, culturale e scientifico libero e indipendente - spiega Giordano - L’obiettivo è aiutare la Campania a risollevarsi». È d’accordo la Barba: «Occorre siglare subito i protocolli per attivare il biomonitoraggio su acqua, aria e sottosuolo». Marfella lancia un appello alle istituzioni: «Dobbiamo compiere uno sforzo collettivo perché, con poche risorse, è possibile ottenere grandi risultati». Per far fronte alla nuova crisi dei rifiuti, intanto, ieri in Regione si è deciso di potenziare la rete di sorveglianza, come durante l’emergenza del 2008. La task force, che sarà coordinata dall’Osservatorio epidemiologico, si concentrerà proprio sulle province di Napoli e Caserta. E l’Ordine dei medici, con il presidente Gabriele Peperoni, sollecita la creazione di una cabina di regia che si occupi del problema e delle soluzioni da mettere in campo.

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