Il sindaco del Comune capoluogo all’attacco del Governatore

"E' ora che Caldoro si ricordi del Sannio"

Pepe: in città è venuto una sola volta, si trattava di un incontro elettorale
11 luglio 2011 - r.d.b.
Fonte: Il Mattino Benevento

Occorre comprendere qual è la strategia che la Regione e Caldoro hanno per il Sannio! Non è possibile che il presidente sia venuto qui solo per un incontro elettorale. Si riparte con il Puc.
Tra le contestazioni, Nardone le fa notare l'assenza del Mib, che risponde? «Che io non conosco un indice specifico per il Mib, non so come dalla lettura del Puc possa arrivare a dire che non è prevista una struttura di quel tipo. Comunque mi sembra uno spunto utile su cui si può discutere, magari un attimo dopo aver approvato il Piano che è tutta un'altra cosa. Ben vengano le proposte dell'opposizione quando sono capaci di innalzare il dibattito, mentre non mi fossilizzerei sugli indirizzi di fondo che restano una prerogativa della maggioranza, che ha dei doveri conferiti dagli elettori: realizzare la visione strategica della città è proprio uno di questi».
E ai rischi segnalati da Petrucciano sulla realizzazione del depuratore? «L'ho spiegato in Consiglio Comunale: la localizzazione è il frutto di studi, valutazioni tecniche e concertazioni territoriali. La mia idea dovrebbe essere già nota, così come l'assenza di possibili esondazioni disastrose. Comunque il depuratore andrà avanti, e si farà lì anche perché non è possibile lasciare ancora la città priva di un servizio essenziale. Se si sbaglia la colpa sarà tutta mia, ma mi farebbe piacere che si parlasse anche del perché non si è mai fatto prima».
Lei ha accolto con particolare durezza il decreto Caldoro sui rifiuti. Era contrario al principio della solidarietà territoriale? «Sarebbe uno scandalo? Non credo proprio, anche se non è così. Vorrei che Napoli tornasse presto ad essere godibile e pulita. Spero che De Magistris riesca nel suo intento di segnare una svolta anche nella vita civile di Napoli. Nell'interesse dei napoletani e di tutti i campani. Conoscendo i processi di smaltimento e bonifica, poi, comprendo pure che è razionale quando hai le migliaia di tonnellate in strada, attivare sversamenti nelle aree più prossime. Va bene tutto, però la vicenda rifiuti di Napoli non è l'apocalisse ma solo un processo amministrativo. E quindi deve avere un inizio ed una fine».
Quindi basta fare un decreto per chiudere l'emergenza? «Berlusconi già lo ha fatto ed i risultati sono eloquenti. No, a mio avviso serve un piano, una programmazione. Napoli deve sensibilmente ridurre la produzione di rifiuti indifferenziati e, contemporaneamente, avere le strutture per gestire il proprio ciclo. Aree di stoccaggio, mezzi idonei, un piano di raccolta, e lì dove mancano servono i progetti esecutivi, i fondi per cantierarli subito, le date di consegna e la sorveglianza. Senza questi elementi il procedimento amministrativo non finisce mai. O ancora meglio, finisce sempre con una crisi che si può risolvere solo con i conferimenti straordinari alle altre province, e tra queste il Sannio è una meta privilegiata. Perciò ho chiesto a Caldoro di dire oggi che cosa intende fare nel futuro».
Ma il Comune di Benevento non è un soggetto coinvolto! «Èè un altro errore di impostazione. Perché un protagonismo diretto dei Comuni sarebbe auspicabile, per le ripercussioni che la materia ha sulle comunità, non solo quelle coinvolte dall'emergenza, o quelle dove si realizzano gli impianti, ma anche quelle confinanti, quelle sulle cui strade transitano i rifiuti, quelle più o meno danneggiate per un motivo o per un altro. Un maggiore coinvolgimento dei Comuni, magari attraverso l'Anci, sarebbe auspicabile e produttivo non solo per Benevento o per il Sannio. Il problema ormai ha superato la sfera di competenza di Napoli, e questo lo devono comprendere innanzitutto a Napoli».
In che senso? «Nelle aree coinvolte dall'emergenza i rifiuti restano a terra per intere settimane. Degrado che si accumula con ripercussioni sanitarie ed economiche. Si arriva a superare la precedente soglia di tolleranza e poi scattano gli sversamenti straordinari, oramai diventati ordinaria amministrazione. Così i rifiuti che sono rimasti per giorni nelle strade del Napoletano, finiscono nelle nostre discariche per sempre. E qui mi chiedo: dove sono state interrate tutte le 'emergenze' superate negli anni scorsi? Quali territori ospiteranno per i prossimi decenni i rifiuti indifferenziati rimossi prima di oggi? La risposta è sempre la stessa e ci vede direttamente coinvolti. Il Sannio ha dimostrato la sua solidarietà ed ha intenzione di essere corpo unico con una sofferenza che, come dimostrato, coinvolge tutta la Campania. Ma il nostro contributo non può limitarsi solo all'apertura di nuovi siti o al conferimento di altre quote, credo sia auspicabile un protagonismo diverso su questo come su tante altre tematiche».
Immagina una sinergia tra territorio e Regione sulla questione rifiuti? «Un confronto, almeno per iniziare. Su sanità, trasporti e logistica, programmazione culturale ed ora Unesco, fondi europei e infrastrutture, solo per accennare alcuni dei temi caldi. Occorre comprendere qual è la strategia che la Regione e il governatore Caldoro hanno per il Sannio! Non è possibile che il Presidente della Regione sia venuto qui solo per un incontro elettorale. E' un monito che lancio innanzitutto ai consiglieri regionali Colasanto, Lonardo e Del Basso De Caro ma che deve vedere coinvolti tutti gli attori istituzionali, dai parlamentari fino alla Provincia e al Comune. Un tavolo per Benevento che parta dai risultati raggiunti in questi anni, e che analizzi i limiti registrati, provando a superarli. Preannuncio l'apertura totale della casa comunale a qualunque contributo e per qualunque spunto costruttivo»

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