«Opportuno l’esame scientifico farà luce sui pericoli di infezione»

Favella, infettivologo al Cotugno: "Spunti utili per la ricarca medica valuterò con attenzione i risultati"
11 luglio 2011 - Marisa La Penna
Fonte: Il Mattino

Napolimania, la casa produttrice di gadget ispirati alla nostra città, imbottigliò l’aria di Napoli per farla acquistare da quei nostalgici che lasciavano la terra di Partenope. Oggi un perito lavora su campioni di aria «raccolti» e «inscatolati» in prossimità dei cumuli di rifiuti. Ne parliamo col professore Francesco Faella, direttore della prima divisione e del pronto soccorso dell’ospedale per malattie infettive Cotugno, che si è sempre detto scettico sulle ipotesi di contagio derivanti dai miasmi dei rifiuti, sostenendo che i cittadini di Napoli e provincia non sono più esposti di altri al contagio a causa dell’emergenza spazzatura.
Professore, lei ritiene che il lavoro del perito possa accertare la relazione tra l’aria malsana proveniente dai rifiuti e l’insorgere di malattie infettive? «Il mondo scientifico si esprime sempre sulla scorta di esperimenti. Questo lavoro sarà un’occasione utile proprio per valutare se è vero che l’accumulo di immondizia può innescare la nascita di malattie infettive».
Vuol dire che non ci sono studi al riguardo? «No. Non abbiamo studi al riguardo. Quello disposto dalla magistratura potrebbe essere il primo che chiarirà finalmente, una volta per tutte, i rischi di infezione che possono nascere da un’emergenza come quella che sta vivendo oggi la nostra regione».
Ma lei crede che possa esserci correlazione tra miasmi e malattie infettive? «L’ho già detto altre volte. Personalmente non credo. Ma ben venga questo tipo di ricerca perchè, ripeto, ci chiarirà le idee definitivamente. Come ho detto una indagine seria sull’argomento non c’è. E questa è una occasione per effettuarla».
Al Cotugno, diversamente dal policlinico federiciano dove si è registrato un caso di tifo murino, finora non ci sono, dunque, ricoveri sospetti che lasciano ipotizzare un contagio scaturito dalla spazzatura? «No, nel nostro ospedale non abbiamo registrato alcun segnale che ci facesse pensare a un aumento delle malattie infettive correlato all’emergenza rifiuti». A suo parere quali esperti dovrebbero eseguire la perizia disposta dalla magistratura? «Sicuramente da un esperto igienista che dovrebbe essere affiancato da un infettivologo-epidemiologo».

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