A Pustarza i rifiuti di Napoli, Sibilla va al Tar

Dopo l'ordinanza di Caldoro arrivati dodici camion. Domani il ricorso. Ambientalisti in allarme
10 luglio 2011 - Vincenzo Grasso
Fonte: Il Mattino Avellino

Sei camion la mattina, sei nel pomeriggio. È cominciato tra un sopralluogo dell’Arpac, un’ispezione dei Noe di Salerno, l’annuncio di ricorrere al Tar da parte dell’amministrazione Provinciale di Avellino e le preoccupazioni dei sindaci e delle associazioni ambientalistiche dell’Arianese il primo conferimento di rifiuti a Pustarza, dopo l’ordinanza firmata dal governatore Stefano Caldoro. In mattinata, dopo un tira e molla tra struttura regionale per l’emergenza rifiuti e «IrpiniAmbiente», hanno sversato sei compattatori provenienti dallo Stir di Tufino. Nel primo pomeriggio altri sei compattatori provenienti da Battipaglia. In pratica la discarica ha accolto circa 300 tonnellate. Quantità di rifiuti di poco inferiore è prevista per oggi. A partire da domani e fino a giovedì prossimo, le quantità saranno maggiori: circa 600 tonnellate al giorno dagli impianti Stir e altre 250 tonnellate, tra quota di solidarietà di Salerno e rifiuti provenienti da Pianodardine. È proprio questa situazione ad allarmare il presidente della Provincia, Cosimo Sibilia, che ritiene necessario ricorrere al Tar per ottenere la sospensione dell’ordinanza Caldoro. L’incarico a un legale sarà conferito, infatti, nella mattinata di domani. «Non ci tiriamo indietro - spiega il presidente Sibilia - di fronte alla necessità di far uscire Napoli da questa nuova emergenza, ma fino a quando nè Napoli, nè Salerno adottano le necessarie decisioni per individuare i siti dove trasferire i loro rifiuti, non si può immaginare che l’unica soluzione sia quella di sversare in Irpinia o altrove. Per noi devono restare in vigore le intese sottoscritte il 4 gennaio scorso a Palazzo Chigi. Si tratta già di un grande sforzo. Nessuno ci può garantire che dopo questa emergenza non ce ne sia un’altra. Se non si torna a Napoli alla normalità, corriamo un serio rischio. Tra tre mesi l’emergenza rifiuti investirà in pieno la nostra provincia. Non bisogna dimenticare che a Pustarza la capienza è limitata attualmente alla sola terza vasca. La quarta dev’essere ancora realizzata. E come se non bastasse, i fondi che ci sono stati promessi per realizzarla, circa dieci milioni di euro, non sono stati ancora messi a disposizione». Insomma, le preoccupazioni riguardano la terza vasca può accogliere, in definitiva, altre 30mila tonnellate di rifiuti. La quarta, se si riuscirà a realizzarla entro l’inizio del 2012, altri 150 mila. Nel frattempo Pustarza è diventata, sia per le sollecitazioni degli ambientalisti che per gli interventi della Magistratura, oggetto di attenzione e di monitoraggio. Non si spiegherebbe, infatti, diversamente il sopralluogo dell’Arpac per verificare che il percolato sia regolarmente prelevato e che non ci sia inquinamento all’interno e all’esterno dell’impianto; nè si spiegherebbe il mandato conferito dalla Procura napoletana ai Noe di Salerno per verificare che in discarica arrivi il materiale effettivamente indicato nell’ordinanza Caldoro. Ovviamente, a lamentarsi perchè la provincia non sia più la pattumiera di Napoli sono in tanti. «Non è possibile pensare che ora la nostra provincia possa diventare lo sversatoio della ”munnezza” napoletana. - sostiene Roberta Santaniello, responsabile provinciale Pd Ambiente - Non abbiamo impianti in grado di sopportare 200 tonnellate di rifiuti, le nostre aree sono piccole e la situazione potrebbe esplodere. La nostra opposizione si farà sentire forte». Per il sindaco di Ariano, Mainiero «anche in questa occasione la Regione ha agito senza intorloquire con i Comuni, neanche per chidere dove far transitare i compattatori». Una protesta degli ambientalisti è prevista, intanto, per domani, lungo la strada provinciale che porta da Flumeri a Orneta. Per Anselmo La Manna si ritornerà ai livelli di mobilitazione di qualche anno fa. «Non ci eravamo sbagliati - sostiene - la discarica di Pustarza è la valvola di sfogo dell’emergenza rifiuti a Napoli».

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