Tumori in aumento, scontro sul dossier choc

Il ministro: strano, tra gli autori della ricerca c'è anche Marino. Il senatore Pd: si nega l'evidenza
8 luglio 2011 - Chiara Graziani
Fonte: Il Mattino

Tumori e rifiuti, il ministro della Salute Ferruccio Fazio legge le sconvolgenti conclusioni dell’articolo scientifico pubblicato ieri negli Usa da un gruppo di scienziati italiani (anticipato ieri da Il Mattino) e reagisce. La comunità scientifica internazionale è avvisata. La Campania ingolfata di rifiuti di ogni tipo, come riassumerà efficacemente uno dei firmatari, l’oncologo Antonio Giordano, «è un laboratorio di cancerogenesi dove le cavie sono i napoletani e i campani». Trent’anni di camorra, rifiuti piovuti da tutt’Italia ed emergenza, scrivono medici e ricercatori, costano a Napoli nord e Caserta sud, un’indice di mortalità mostruoso: il 9,2 per cento in più per gli uomini, il 12, 4% per le donne. Fazio da Roma, sollecitato dai giornalisti, commenta: «Noi abbiamo uno studio dell'Istituto superiore di Sanità che dichiara in modo inequivocabile che non c'è relazione tra tumori e diossina e non riteniamo che ci sia rischio». Ed allunga il sospetto di una manovra per mettere in difficoltà il governo. «Combinazione in questa ricerca c’è anche il senatore Ignazio Marino, quanto meno è curioso». Ignazio Marino, medico chirurgo, già direttore del centro multitrapianti di Palermo, presidente della commissione d’inchiesta sul servizio sanitario, non ci sta. «Sarà capitato al ministro, che è medico, di sfogliare, magari dal parrucchiere, la rivista scientifica Lancet, la più selettiva del mondo. Il 5 settembre 2004, pagina 525, avrebbe trovato l’articolo «il triangolo della morte», che coincide con Acerra, Nola, Marigliano». Il ministro, gli dici, non è il solo a negare il nesso fra rifiuti e mortalità in crescita in Campania. Come se lo spiega? «In due modi - dice Marino - o con l’incapacità di leggere i dati scientifici, che ci sono. Oppure c’è qualcosa di peggio. Mi rifiuto di pensare che il professor Fazio non sappia leggere i dati scientifici. Temo che di fronte all’incapacità del governo ad intervenire in questo disastro preferisca negare l’evidenza». Per Marino, comunque, il caso Campania «ormai è all’attenzione del mondo, indietro non si torna. Noi ne faremo un oggetto di studio internazionale». Di più. «Chi ha il dovere di vigilare sulla salute pubblica non può negare l’evidenza ma deve agire. Ha il dovere di intervenire per proteggerla. Altrove nel mondo, in casi simili citati in letteratura, le autorità sanitarie non hanno negato il disastro. Sono intervenute con le bonifiche. E mi consenta un utile suggerimento al professor Fazio: vada sul sito Pubmed, strumento dell’istituto nazionale della salute del governo americano. Digiti ”cancer” e ”dioxin”. Avrà 1865 risultati. Magari potrà anche leggerli». Antonio Giordano, ordinario di anatomia patologica dell’università di Siena e direttore dello Sbarro Institute for cancer research, dice di «non credere» che un medico possa aver negato il nesso fra diossina e tumori. «Se lo raccontassimo negli Usa ridicolizzeremmo il governo italiano. Laviamoci i panni sporchi in famiglia». Ma che sia una vera lavata, puntualizza. «Il dovere del governo e della Regione è ormai evidente. Indifferibile. Sarebbe grave l’inazione». Cosa deve fare l’esecutivo? «Bonificare, con un progetto obiettivo concordato fra governo e regione. E aumentare il livello dei controlli sulla popolazione a rischio. Potenziare le diagnosi precoci. Correre a fermare il disastro, riparare i guasti, bonificare. Chi ha dei doveri non può negare. E noi lavoreremo per imporre la verità e l’evidenza». Che il governo debba intervenire lo pensa anche l’ex consigliere regionale Francesco Maranta, noto per aver portato un sacco di rifiuti in consiglio regionale nel 2003 denunciando che contenevano sostanze pericolose. «Governo e Regione sono informati. Autorevolmente. Intervengano con le bonifiche. O i morti potranno avere la loro rivalsa».

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