Siti pieni e stop a Chiaiano, torna l'emergenza

Saturi i capannoni ex Icm, camion in coda agli Stir. Le cave chiudono per i rilievi della Procura
3 luglio 2011 - ad.pa.
Fonte: Il Mattino

Chiude la discarica di Chiaiano da domani a sabato e Stir di Santa Maria Capua Vetere e di Pianodardine chiusi oggi. Uno stop e un rallentamento che rischiano di vanificare gli sforzi compiuti finora. Perciò il sindaco De Magistris e il vicesindaco Tommaso Sodano hanno chiesto al governatore Caldoro e ai presidenti delle Province interessate «di garantire il pieno funzionamento degli impianti». Ma sino a ieri sera non era arrivata alcuna risposta in tal senso. Perché se gli impianti funzionassero a pieno ritmo la partecipata del Comune di Napoli potrebbe approfittarne per smaltire parte delle 1200 tonnellate che ancora sono in strada. La situazione, quindi, non sembra destinata a migliorare anche perché gli Stir di Giugliano e Tufino sono saturi ed hanno enormi difficoltà per lavorare. Un quadro che alimenta tensioni e roghi nelle periferie che ancora non sono uscite, come il centro della città, dalla crisi. Due giorni fa a Ponticelli una discarica a cielo aperto piena di copertoni dismessi ha continuato a bruciare per ore con un danno enorme all’ambiente. Il fumo, sospinto dal vento verso il popoloso rione Incis, ha suscitato allarme tra i residenti ed ha creato forti rallentamenti alla viabilità. Sul posto i vigili del fuoco del comando provinciale di Napoli hanno operato per ore con sei autobotti. «È un incendio resistente da domare, perchè stanno bruciando centinaia di copertoni», hanno spiegato i vigili del fuoco. Da lunedì visto l’esaurirsi dei siti di trasferenza bisognerà affrontare nuovi problemi: la Sapna nel corso della prossima settimana farà partire la gara per allargare proprio l’area già messa in funzione dal Comune nell’ex Icm, ma non è escluso che si renda necessario individuare anche altre aree. Anche perché finora non è stato prelevato nulla di quanto è già stato depositato. I camion dell’Asìa per il momento stanno scaricando soprattutto negli stir che, se non saranno liberati, rischiano di bloccarsi. Al momento sono attivi un trasferimento di piccole quantità di frazione umida verso la Toscana e uno più consistente verso la Sicilia. Solo una goccia nel mare in un quadro scivoloso che rischia di incepparsi per un nonnulla. In mezzo lo stop di Chiaiano per permettere ad alcuni periti nominati dal tribunale di fare alcune analisi nell’ambito dell’inchiesta che ha portato all’estromissione della vecchia società di gestione. Attività sospese, quindi. Certo la discarica di Napoli con le sue poco più di 100 tonnellate conferite quotidianamente (rispetto a un produzione di rifiuti in città di 1250) non fa la parte del leone nella catena dello smaltimento ma in questo quadro così scivoloso ogni dettaglio rischia di far tornare tutto ai giorni scorsi, a una Napoli stretta alla gola dall’emergenza rifiuti. Senza contare che lo sversatoio sulle colline della città è praticamente esaurito. Pochi giorni ancora o al massimo sino agli inizi di settembre, secondo i calcoli più ottimistici, poi dovrà chiudere definitivamente. Ma la deadline è dietro l’angolo se uno degli ultimi atti firmati dal questore Vecchione prima di rassegnare le dimissioni è stato quello di un contratto di affidamento per appena tre mesi a una ditta per gestire il cosiddetto post mortem di Chiaiano. Naturale che tutte le speranze siano risposte nei conferimenti di rifiuti nelle altre regioni. Ma di accordi siglati ancora non ve ne sono e, nella migliore delle ipotesi, si potrebbero avere tra mercoledì e giovedì. E, ultimo dettaglio, è stato posticipato anche a settembre, per un ricorso dell’Asìa, la scadenza per presentare le offerte per la costruzione del termovalorizzatore di Napoli Est. Naturale quindi che l’uscita dalla crisi, con questo scenario, rischia di rivelarsi effimera nelle prossime settimane.

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