«La città deve reagire subito gli Stati Uniti pronti a collaborare»

Mooer console a Npaoli: "Gli USA pronti ad offrire tecnologie ed esperti"
2 luglio 2011 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

«I rifiuti non fanno parte del Dna dei napoletani, la bellezza sì. Se le istituzioni lo vorranno, siamo pronti a collaborare per la risoluzione dell’emergenza mettendo a disposizione le nostre tecnologie e la nostra esperienza». Il Console Generale degli Stati Uniti a Napoli, Donald L. Moore, è un diplomatico dinamico.
Preferisce trascorrere più tempo in strada, tra la gente, che in ufficio: «Cerco di spostarmi solo a piedi e passeggiando ho conosciuto meglio la città scoprendo i suoi segreti. Sa cosa vedo? Tanta bellezza».
Console, cosa ha provato nel vedere i cumuli di rifiuti in strada? «È certamente un momento difficile per Napoli ma si tratta di un problema che non rappresenta un grande ostacolo e può essere risolto. Io sono stato ad Haiti dopo il terremoto e lì non esisteva più nulla. Quella era una situazione veramente drammatica. Questa città, come il resto del Paese, ha potenzialità straordinarie che vanno valorizzate».
È possibile avviare, in concreto, una collaborazione tra Napoli e gli Stati Uniti sui temi dei rifiuti e dell’ambiente? «Ci sono molte aziende americane disponibili ad operare nel campo dello smaltimento dei rifiuti ma naturalmente queste decisioni spettano agli amministratori locali. Da parte nostra c’è la piena di volontà di avviare un dialogo nell’interesse dei cittadini».
Quando si insediò lei definì Napoli un gioiello. Dopo aver vissuto qui per molti mesi, cosa pensa della città? «È un luogo meraviglioso, dove è possibile conoscere duemila anni di storia e cultura in un solo giorno. Una cosa del genere non esiste in nessuna parte del mondo. Certo i problemi non mancano, come in tutte le metropoli, ma questa città ha un’anima e ha grande voglia di riscatto, di non mollare. E allora ripartiamo dalle piccole cose, da un miliardo di azioni verdi, lo slogan della giornata mondiale della Terra».
Oltre i rifiuti anche la criminalità frena lo sviluppo. Come reagire? «Sono ottimista. Nelle scorse settimane un americano è stato vittima di un episodio di violenza. È stata una tragedia, una terribile disgrazia. Ma la gente si è ribellata ed ha reagito con sdegno, c’è stata una grande mobilitazione. Anche dalle istituzioni ho ricevuto tante telefonate di solidarietà. Esiste un sentimento positivo diffuso che fa ben sperare».
Secondo lei il riscatto può partire dalla società civile? «Ne sono convinto. Ho incontrato il nuovo sindaco, Luigi de Magistris, e mi ha detto che al suo fianco si sono schierati tantissimi giovani e che c’è stata una partecipazione civica, al di là dei partiti. Come il presidente Barack Obama ma non solo, anche lui ha comunicato attraverso la rete e i social network.

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