"Rifiuti, decreto non risolutivo" Napolitano richiama il governo

Il Colle firma il provvedimento: non basta a superare l'emergenza
2 luglio 2011 - Teresa Bartoli
Fonte: Il Matino

Il decreto è insufficiente, il governo deve adottare nuove misure, realmente in grado di risolvere l’emergenza e mettere gli enti locali di fronte alla responsabilità di trovare risposte strutturali al problema rifiuti. Giorgio Napolitano ha firmato ieri il decreto approvato dal consiglio dei ministri giovedì sera ma allo stesso tempo ha fatto sua tutta la delusione bipartisan per la mediazione al ribasso raggiunta a palazzo Chigi tra Pdl e Lega. Ed ha pubblicamente chiesto all’esecutivo nuovi e più efficaci provvedimenti. La nota pubblicata dal Quirinale a corredo della notizia dell’emanazione del decreto non lascia dubbi interpretativi: «Nel rilevare i limiti di contenuto del provvedimento, che nel testo approvato dal consiglio dei ministri non appare rispondente alle attese e tantomeno risolutivo - vi si legge - il capo dello Stato auspica che il governo adotti ogni ulteriore intervento necessario per assicurare l’effettivo superamento di una emergenza di rilevanza nazionale attraverso una piena responsabilizzazione di tutte le istituzioni insieme con le autorità locali della Campania». Terminale in queste settimane di tanti appelli da Napoli e dalla Campania, Napolitano è intervenuto direttamente sul governo per sollecitare un provvedimento urgente che sbloccasse il problema del trasferimento dei rifiuti fuori dalla regione. Il presidente della Repubblica non aveva nascosto nei giorni scorsi la sua «crescente preoccupazione» per il doppio rinvio di un testo al quale la Lega aveva posto un veto. E a Silvio Berlusconi, ricevuto al Quirinale il 22 giugno, aveva direttamente e chiaramente sollecitato il decreto «subito». Il giorno successivo aveva confermato la circostanza dichiarando al Mattino di considerare «un intervento del governo nazionale assolutamente indispensabile e urgente al fine anche di favorire l’impegno solidale delle Regioni italiane». Così non è stato visto che, in modo trasversale, dal centrodestra con il governatore Stefano Caldoro sino al centrosinistra con il sindaco Luigi de Magistris, passando per le severe parole del cardinale Crescenzio Sepe, la bocciatura del provvedimento partito dal governo è unanime: manca l’obbligo per le regioni ad accogliere i rifiuti giacenti, mancano i poteri ai sindaci per l’apertura di nuove discariche. Rilievi che il Quirinale condivide, chiedendo al governo di porvi rimedio. Quella dei rifiuti per Napolitano è «la questione delle questioni», «emergenza di rilevanza nazionale» come ha ribadito anche nella nota di ieri. Anche nella sua ultima visita a Napoli, il 13 giugno scorso, aveva sottolineato come il problema esigesse una doppia risposta. Quella del governo, urgente, per affrontare l’emergenza ecologia, sanitaria e sociale costituita dai quintali di spazzatura abbandonati in strada: un problema nazionale, appunto, e necessario per ridare urgentemente «non solo più speranze ma anche certezze» a Napoli perché - disse visitando la città - «se c’è fiducia a Napoli c’è fiducia in tutto il paese». Quella degli enti locali, obbligati ad assumersi la responsabilità di trovare finalmente soluzioni strutturali e definitive, troppo a lungo rimandate, tali da garantire una gestione «normale» del ciclo dei rifiuti. Napolitano ne aveva parlato quel giorno con de Magistris, nel primo faccia a faccia dopo l’elezione del nuovo sindaco. Lo aveva ribadito al governatore Caldoro. Sottolineando che «si possono fare tante cose positive a Napoli ma, fino a quando c’è l’emergenza rifiuti, sommerge tutto il positivo». Ieri l’ennesimo intervento per richiamare ciascuno alla propria responsabilità. Governo per primo.

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