Rifiuti, sì al decreto senza Lega Bossi: "Napoli deve imparare"

Testo dimezzato, accodri diretti con le regioni. Casini: in aula voteremo a favore
1 luglio 2011 - Paolo Maniero
Fonte: Il Mattino

Arriva il via libera al decreto sui rifiuti, fortemente voluto dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ma la Lega non cede e in Consiglio dei ministri vota no. Il provvedimento, con cui si registra l’ennesimo strappo nel centrodestra, è composto da tre soli articoli. Il primo punto prevede una deroga alla normativa vigente che impedisce di «esportare» i rifiuti fuori regione: si autorizza, così, il trasferimento dell’immondizia che era stato bloccato dopo la sentenza del Tar Lazio però ciò deve avvenire con il nulla osta della Regione ospitante; non occorre, invece, il parere della conferenza Stato-Regioni. Con l’articolo 2 c’è l’ampliamento dei poteri dei commissari nominati dal presidente della Regione per i siti di conferimento locali; infine l’articolo 3 stabilisce che i trasferimenti fuori regione devono avere come destinazione prioritaria le regioni limitrofe in attuazione del principio comunitario della prossimità. La soluzione raggiunta - frutto di un compromesso tra Pdl e Lega - non allontana i timori rispetto alla crisi in atto, spacca il Pdl campano e alimenta nuove polemiche. Il premier Silvio Berlusconi prova a spegnerle: spiega di aver fatto tutto il possibile e annuncia un piano straordinario da presentare entro un mese con la realizzazione di impianti di smaltimento. Dice quindi di voler seguire in prima persona la vicenda recandosi spesso nel capoluogo partenopeo, come fece nel 2008, per controllare i lavori. Umberto Bossi resta critico: «Abbiamo già risolto una volta il problema ma i rifiuti sono ancora in strada. Vuol dire che i napoletani non imparano la lezione. Non credo che le regioni del Nord accoglieranno l’immondizia». Il ministro Roberto Calderoli va all’attacco: «Non possono esistere realtà che pensano che siano gli altri a doversi fare carico dei loro rifiuti. Non è così che si risolvono i problemi. Devono fare gli inceneritori e le discariche come fanno tutti». Al Carroccio risponde il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini: «La Lega è irresponsabile ma l’opposizione non può giocare allo sfascio e noi voteremo il decreto». Il vicepresidente di Fli, Italo Bocchino, è categorico: «Il voto contrario della Lega è un atto anti-nazionale, egoista e becero». Per il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, «il testo è una frittata di portata rilevante. Siamo di fronte a un governo che invita a lavarsi le mani. Così non andiamo da nessuna parte». Anche il ministro Mara Carfagna critica il Carroccio: «Non è con l’egoismo, venendo meno al dovere della solidarietà nazionale, che si convincono gli amministratori a prendere decisioni giuste». Il governatore Stefano Caldoro, il sindaco Luigi de Magistris e molti parlamentari e dirigenti campani accolgono invece con scetticismo il provvedimento. Per il presidente della Regione «il decreto non consente di superare concretamente le difficoltà di questi giorni. Non è sufficiente». Dello stesso avviso il primo cittadino: «Il decreto è deludente e pilatesco. Le dichiarazioni di Bossi sono indecenti. A lui e alla Lega daremo un dispiacere nei prossimi mesi dimostrando che Napoli e il Sud non sono una palla al piede per il Paese». Il deputato del Pdl Mario Landolfi non è soddisfatto: «Avrei preferito una norma che avesse detto chiaramente, limitatamente alla città di Napoli e per un periodo non superiore a qualche mese, che i rifiuti urbani possono essere trasferiti d’autorità». Durissimo il giudizio del parlamentare Paolo Russo: «Se non si era nelle condizioni politiche di migliorare la performance dei trasferimenti almeno si poteva star buonini ed evitare di peggiorare lo stato dell’arte». E il Pd, con il segretario regionale Enzo Amendola e il deputato Fulvio Bonavitacola, accusa: «La montagna ha partorito un moscerino. Ci batteremo in aula per convertirlo in una legge seria».

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