L'appello di Cirielli "Cinque discariche in provincia"

Lettera ai Sindaci prima del vertice a Roma: individuiamo nuovi siti per evitare altre crisi
1 luglio 2011 - Alessio Fanuzzi
Fonte: Il Mattino Salerno

Cinque discariche in attesa del termovalorizzatore. Impegnato a Roma al tavolo del governo, il presidente della Provincia Edmondo Cirielli gioca la partita rifiuti su due fronti. Da una parte il decreto per ripristinare i conferimenti fuori regione, dall’altra una lettera aperta per responsabilizzare i sindaci. Perché è vero che la riapertura temporanea del sito di trasferenza di Sardone prima e l’intervento del governo poi hanno scongiurato la paralisi del ciclo dei rifiuti, ma è altrettanto vero che, aspettando il nuovo inceneritore di Cupa Siglia, la provincia di Salerno deve diventare autonoma. Lo prevede la legge, lo ha ribadito ieri il Consiglio dei ministri. Perciò, prima di partire per Roma, dove ha partecipato all’incontro con il premier Berlusconi, il presidente della Conferenza delle Regioni Errani e il segretario generale dell’Anci Rughetti in rappresentanza dell’Unione delle Province d’Italia, Cirielli ha preso carta e penna e ha scritto una lettera ai sindaci del territorio chiedendo collaborazione per l’individuazione di siti idonei a ospitare discariche. «Al fine di evitare per il futuro il ripetersi di situazioni emergenziali quale quella che stiamo affrontando in questi giorni - recita la missiva sottoscritta dal presidente della Provincia - ritengo indispensabile approntare con urgenza le necessarie misure relative all’individuazione di nuovi siti di discarica idonei a garantire la regolarità nella gestione dei rifiuti solidi urbani in attesa del definitivo completamento della prevista filiera impiantistica». Fa appello al senso di responsabilità dei sindaci, Cirielli; ricorda l’aggiudicazione della gara di appalto per la realizzazione del termovalorizzatore «i cui lavori saranno terminati in quattro anni» e disegna la mappa delle discariche di domani. «La mia intenzione - scrive - è dividere idealmente il territorio provinciale in cinque ambiti omogenei, per ciascuno dei quali dovrà essere individuata un’area avente le caratteristiche tecniche idonee a ospitare i rifiuti di quella parte specifica del territorio». Cinque discariche per cinque ambiti territoriali. Resta da capire come sarà divisa la provincia. Le indicazioni dovrebbero arrivare dai sindaci, che saranno convocati a palazzo Sant’Agostino «entro quindici giorni», ma l’idea di Cirielli è confermare per grandi linee lo schema dei consorzi di bacino, magari spaccando in due l’area del consorzio Salerno 1 che insiste tra l’agro nocerino sarnese, Cava de’ Tirreni e la valle dell’Irno. Gli altri tre ambiti territoriali, invece, potrebbero ricalcare in tutto e per tutto quelli dei consorzi di bacino: da una parte Salerno, costiera amalfitana, piana del Sele, monti Picentini, Calore e Alburni; dall’altra Bussento, alto e medio Sele, Tanagro e Vallo di Diano; e dall’altra ancora Cilento e Vallo della Lucania. Ognuno di questi comprensori dovrebbe ospitare una discarica autonoma e autosufficiente. Solo così, ne è certo il presidente della Provincia, sarà possibile evitare nuove emergenze in attesa del termovalorizzatore. Anche perché il decreto varato dal Consiglio dei ministri con il voto contrario della Lega Nord è solo un palliativo. Lo sa bene Cirielli che, lasciando palazzo Chigi, ammette: «È un passo in avanti ma non è quello che ci aspettavamo». In particolare, il presidente avrebbe preferito «portare il provvedimento in sede di Conferenza Stato-Regioni», invece ci sono «alcune Regioni» che «operano da freno per la soluzione dell’emergenza». In ogni caso, chiosa Cirielli, il decreto «è un passo in avanti significativo perché mette nelle condizioni opportune i commissari di realizzare discariche». Adesso tocca ai sindaci.

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