Sindaco-industriali siglato il patto per impianti e rifiuti

Co-gestione del compostggio a Caivano
L'imopianto sarà realizzato in tre setimane
30 giugno 2011 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

Meno di mezz’ora di colloquio per ratificare un patto in essere già da qualche settimana: la cogestione del sito di compostaggio di Caivano nuovo di zecca e mai utilizzato. Una trattativa avanzatissima al punto che a Palazzo San Giacomo contano di portare il primo «umido» nell’impianto nel giro di due, massimo tre settimane. Paolo Graziani, presidente degli industriali e Ambrogio Prezioso responsabile del centro studi di Palazzo Partanna da un lato, dall’altro il sindaco Luigi de Magistris e il vicesindaco Tommaso Sodano. Ieri c’è stato il via libera politico all’operazione con reciproca soddisfazione. Il patto privati-pubblico che aveva annunciato il sindaco in campagna elettorale ora sta per concretizzarsi. Con il sì politico in cassaforte è partita la trattativa commerciale che sta portando avanti Asìa. L’impianto vale 22 milioni di euro, i privati nelle forme che la legge consente e nel solco della massima trasparenza affiancheranno l’Asìa sotto il profilo finanziario e quello del know how. Contestualmente sta per partire il cantiere di un secondo impianto di compostaggio, nella zona orientale, che potrebbe essere pronto entro la fine dell’anno. Se tutto fila per il verso giusto - come è in questi giorni - già Caivano potrebbe rappresentare la chiave di volta per porre un argine alla eterna emergenza dei rifiuti e dare corpo alle aspettative del sindaco quando dice che «Napoli sta lavorando per l’autonomia sul fronte dello smaltimento». Che cosa è dunque un impianto di compostaggio? È una tecnica attraverso la quale viene controllato, accelerato e migliorato il processo naturale a cui va incontro qualsiasi sostanza organica «per effetto della flora microbica naturalmente presente nell’ambiente». Si tratta di un processo aerobico di decomposizione biologica della sostanza organica che permette di ottenere un prodotto biologicamente stabile - - terriccio - da cui scaturisce il compost. Ottimo prodotto, adatto ai più svariati impieghi agronomici, dal florovivaismo alle colture praticate in pieno campo. Si ottengono due risultati: si abbatte la quantità di rifiuti da portare in discarica e si risparmiano 6 milioni di euro all’anno, perché tanto spende Napoli per mandare il suo umido a discarica non avedo il compostaggio. Anzi ne trarrà giovamento perché il compost si vende e dal compost si può trarre energia. L’umido di Napoli è il 40 per cento del totale dei rifiuti prodotti, Caivano prenderà 35mila tonnellate all’anno, 2500 a settimana. Quando la città avrà il secondo e il terzo impianto potrà veramente avvicinarsi all’obiettivo di discariche zero. «Stiamo zitti e lavoriamo - sottolinea Sodano - ora c’è un progetto che non c’è mai stato e ne acquisiamo in autorevolezza». «Stiamo facendo degli sforzi economici enormi pur in una situazione economica disastrosa come quella che abbiamo ereditato» dice de Magistris. «Stiamo anche tenendo degli incontri - conferma il sindaco a proposito del faccia a faccia con gli industriali - per la realizzazione del sito di compostaggio. La nostra sfida è di uscire da questa emergenza una volta per tutte, non solo superare il momento difficile». Una stoccata anche al governo e alla rissa nell’esecutivo scatenatasi in seguito al varo del decreto pe rspedire i rifiuti fuori regione. «Il decreto se arriverà sarà un fatto positivo, altrimenti il problema lo supereremo ugualmente. Napoli sta tornando ad essere pulita indipendentemente dalla Lega e da Berlusconi».

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