Lo schiaffo di De Luca: «Basta con il pulcinellismo della politica»

Il Sindaco sfida Caldoro e Romano
"La camorra non sia un alibi i nemici di Napoli sono a Napoli"
28 giugno 2011 - al.fa.
Fonte: Il Mattino Salerno

«I nemici di Napoli sono a Napoli». Nell’elenco dei mille e più che hanno offerto solidarietà al governatore Caldoro non c’è il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. Anzi, lui che due anni fa fu sconfitto dall’attuale presidente della giunta regionale nella corsa a palazzo Santa Lucia oggi carica a testa bassa, tranchant come al solito: «La posizione di Caldoro è intollerabile e ingiustificabile», attacca in una nota diffusa dal Comune nel primo pomeriggio, mentre il presidente della Provincia Cirielli è ancora in diretta tv dagli studi di Telecolore. «Per i poteri che la legge gli attribuisce - continua De Luca - il presidente della giunta regionale è il principale responsabile della situazione che s’è venuta a determinare a Napoli e in Campania e invece continua a fare la parte del turista svedese, vittimismo intollerabile e irresponsabile». E ancora: «La Regione non ha approvato i criteri guida per l’individuazione dei siti da destinare a discarica da parte delle Province né ha nominato commissari straordinari per individuare nuove discariche. È chiaro, quindi, che la responsabilità per le discariche non aperte è restata in capo all’organo titolare della nomina, cioè in capo a Caldoro». Ce n’è anche per l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano, da mesi nel mirino della fascia tricolore: «È tra i principali responsabili del disastro e continua a essere assessore dell’illegalità, assessore e sindaco in condizioni di incompatibilità. Visto che il presidente svedese non se n’è accorto, quando si decide la decadenza dell’assessore? Quando si ripristina la legalità?». Per ripristinare la normalità nel ciclo dei rifiuti, invece, è necessario il decreto del governo osteggiato dalla Lega Nord. De Luca, che già nel corso del primo consiglio comunale chiese al Carroccio di fare approvare il provvedimento, fa di nuovo appello agli uomini di Bossi: «Nelle attuali condizioni - sentenzia - il decreto va immediatamente approvato. Chiedo alla Lega coerenza totale, mi rivolgo al suo senso di responsabilità istituzionale: tuteliamo la salute dei cittadini e dei bambini di Napoli e della Campania. Non è più tollerabile assistere inerti al degenerare di una tragedia annunciata». Il problema, però, è a Napoli, non a Pontida. De Luca ne è convinto: «I nemici di Napoli sono a Napoli - afferma - La camorra c’è e fa affari ma non dev’essere un alibi. Dietro questo disastro c’è solo la cialtroneria di una classe dirigente che sta portando la gente alla disperazione». Lui la sua ricetta l’ha già scritta: «Basta con il pulcinellismo di questa classe dirigente: con quale coraggio, dopo il disastro compiuto, si chiede aiuto alle altre Regioni? Occorre recuperare il principio di responsabilità, altrimenti le reazioni alle quali assistiamo sono pienamente giustificate». Tante priorità e una sfida: «A fronte della dichiarazione dello stato di emergenza, che è un provvedimento da varare ad horas, dev’essere prevista la decadenza per i responsabili istituzionali inadempienti, dal presidente della Regione ai presidenti delle Province e ai sindaci che non attivano la raccolta differenziata. Solo in questo modo si può provare a ritrovare un minimo di credibilità agli occhi dell’Italia e del mondo intero. Qualunque altra decisione presa oggi in maniera compassionevole si trasformerà in una minaccia penalizzante per i Comuni virtuosi, che stanno subendo un danno di immagine dopo la drammatica sottrazione di risorse fondamentali per la raccolta differenziata».

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