Giuseppe De Mita con Caldoro: ha difeso l'Irpinia

"Sotto inchiesta per non aver aperto una discarica qui". A Florio: piano ospedali da rivedere
27 giugno 2011
Fonte: Il Mattino Avellino

«Il governatore Stefano Caldoro è sotto inchiesta per non aver aperto una discarica ad Avellino». Il vicepresidente Giuseppe De Mita lo dice a Sant’Angelo dei Lombardi, di ritorno dalla conferenza stampa napoletana sul fascicolo aperto dalla magistratura partenopea per epidemia colposa: «Non entro nel merito della vicenda giudiziaria - ha precisato De Mita dal Goleto - ma per me era doveroso essere lì. La via intrapresa da Caldoro e dalla giunta regionale, quella di non far pesare sulle altre province l’emergenza di Napoli, è stata una scelta che non ha tenuto conto di tecnicismi giuridici, ma ha voluto guardare alle persone». Giuseppe De Mita inizia il suo discorso con veemenza. Sui giudici non parla. Ma le critiche sono indirizzate a chi continua ad «alimentare il rancore». A chi «ogni mattina prega che ci sia un nuovo disastro da imputare al governo di Palazzo Santa Lucia». Riferimento alle critiche piovute dopo la votazione sull’emendamento-Salvatore, quello che faceva intravedere la deroga alla provincializzazione dei ciclo dei rifiuti. «In quella sede abbiamo discusso a lungo. Alla fine abbiamo trovato un punto di equilibrio, e ora il governatore è sotto accusa. Non ha voluto superare la barriera della provincializzazione pur potendolo fare. - continua il vice - Sarebbe stato un atto di imperio, un atto di violenza nei confronti di intere comunità». Nel convegno «Eccellenze rurali, radici e prospettive», organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Mezzogiorno e dall’Ordine dei Medici veterinari di Avellino, c’è spazio anche per la vicenda sanitaria. Davanti a Sergio Florio, commissario Asl, e ad Antonio D’Avanzo, presidente provinciale dell’Ordine dei Medici, il ragionamento di De Mita non è molto diverso. Rivolto a Florio invita a rivedere i piani attuativi: «Se si sta discutendo di assorbire Bisaccia al ”Moscati”, se tentiamo di far salvare posti letto a Sant’Angelo, vuol dire che qualche possibilità esiste ancora. La tecnica non è il vangelo. - sostiene il vicegovernatore - Chi amministra deve tener conto di tutte le esigenze, comprendere tutte le soluzioni possibili. Altrimenti è violenza». Chiaro l’appiglio alla situazione di Caldoro sull’inchiesta rifiuti. No ai tagli orizzontali e no ai tagli sulla salute, continuerà sull’argomento. Diversamente non si esce dalla crisi. E qui, dopo una giornata di dibattiti e degustazioni, entra il gioco il turismo. Discorso complesso, ma sul quale gli interventi che hanno preceduto il governatore andavano in un unico senso: la politica non deve sganciare finanziamenti a pioggia, ma deve contribuire a creare un sistema. È l’opinione di Vincenzo D'Amato, numero uno dei veterinari di Avellino. È il parere di Antonio Limone, commissario Izsm. È il punto di vista di produttori di formaggio e vino, da Sabatino Troisi, a Luigi Tecce. E se qualcuno, come Limone, critica l’assenza dell’assessore regionale al ramo, D’Amato non risparmia frecciate ai sindaci: «Dovevano partecipare in massa». Ma le intenzioni di un gruppo di lavoro ormai costituito e strutturato - è già il secondo convegno in tre mesi nella stessa location - possono soltanto favorire l’opera della politica. Giuseppe De Mita conferma la volontà della Regione di non procedere con i finanziamenti a pioggia. Ma apre: «Quest’anno sul turismo abbiamo fatto una piccola ma significativa rivoluzione. I fondi agli eventi sono stati distribuiti non più sulla base degli abitanti per territorio, ma sulla base di criteri ben definiti. Questo significa che nei prossimi anni l’Irpinia può giocare la partita anche oltre la soglia dell’otto per cento. L’importante è che si creino dei sistemi turistici. Religione ed enogastronomia sono le due direttrici principali».

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