Epidemia, il pm: omissioni sui poteri straordinari

Cladoro oggi i procura. Ai giudici un dossier con tutti gli sversamenti fuori provincia effettuati
27 giugno 2011 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Le tre inchieste sui rifiuti Dispone di poteri eccezionali, straordinari, ma non li avrebbe usati, almeno nell’ottica di chi sta indagando sull’ultima fase dell’emergenza napoletana. Risultato: anche la primavera del 2011 è passata così come l’abbiamo vista, con una città seppellita dai rifiuti, con un caso Napoli al centro del dibattito nazionale. Ridotto ai minimi termini, è questo il ragionamento degli inquirenti napoletani, una sorta di equazione aritmetica: Stefano Caldoro possiede poteri eccezionali, ma non avrebbe firmato «ordinanze contingibili e urgenti» per scongiurare accumuli di rifiuti in strada, tanto da rendere concreto il rischio di epidemia. Poche righe, due ipotesi di reato (oltre a epidemia colposa, anche il rifiuto di atti d’ufficio), il presidente della Regione Stefano Caldoro formalmente sotto inchiesta. Difeso dal penalista Alfonso Furgiuele, questa mattina sarà interrogato in Procura, dove risponderà alle contestazioni che gli vengono mosse dal procuratore aggiunto Francesco Greco e dal pm Francesco Curcio. Si parte da un dato di fatto - i cumuli di spazzatura e i rischi di contagio epidemico - per mettere a fuoco le scelte della strategia governativa. Facile intuire i contenuti dell’interrogatorio: la possibilità di trasferire la spazzatura dell’area metropolitana partenopea fuori dalla provincia, la ricerca di un’intesa politica con istituzioni e forze politiche territoriali, i rapporti con il Governo. Temi su cui il presidente della Regione Caldoro si è spesso confrontato proprio con i piani alti della Procura, magari venendo ascoltato come testimone nei diversi fascicoli investigativi aperti e battuti in questi mesi dalla Procura di Giovandomenico Lepore. Probabile quindi che questa mattina il governatore farà riferimento a tavoli istituzionali, a interventi del Tar e a decisioni governative che potrebbero aver reso lo scenario campano complesso, di difficile risoluzione. E non c’è solo Caldoro al centro degli accertamenti condotti in queste settimane. Tanti i punti da battere, in uno scenario in continua evoluzione, a partire dal ruolo delle singole amministrazioni, dalla Provincia (che ha il pallino della raccolta rifiuti) fino all’ultimo dei comuni metropolitani. Fatto sta che è logico pensare che un’intera strategia governativa sarà passata al setaccio, in un’inchiesta che rischia di investire anche altri poteri amministrativi e sanitari della provincia di Napoli. Politica, giustizia, emergenza. Ma quello di Caldoro, non è l’unico appuntamento che conta in mattinata. In un’altra torre del Tribunale di Napoli, saranno ascoltati in veste di testimoni i vertici della giunta De Magistris. È l’inchiesta condotta dalla sezione Ecologia del procuratore aggiunto Aldo De Chiara e dai pm Federico Bisceglia e Maurizio De Marco, che stanno mettendo a fuoco la gestione di impianti per il trattamento dei rifiuti (termovalorizzatore compreso), anche alla luce dei ripetuti appelli lanciati in questi giorni dal sindaco Luigi De Magistris. A più riprese il sindaco è stato chiaro: è in atto un tentativo di sabotaggio, quasi a voler destabilizzare la giunta di Palazzo San Giacomo. E non è finita. A Napoli, ci sono altri livelli di attenzione, che hanno spinto il pm Raffaello Falcone (ex pm anticamorra, oggi in forza al pool dell’aggiunto Gianni Melillo) a convocare in pochi giorni testi eccellenti o potenziali vittime di azioni di disturbo o a sfondo intimidatorio. È toccato allo stesso Caldoro e al coordinatore regionale Pdl Nicola Cosentino rispondere in veste di testimoni alle domande del pm Falcone, specie in seguito ai raid di frange di disoccupati organizzati, evidentemente interessati ad esercitare pressioni nella catena degli appalti per la raccolta differenziata. Commesse pubbliche, corsi di formazione, un giro di denaro che da sempre fa gola a chi nella emergenza è riuscito a trovare rendite di posizione. Piazza e palazzi istituzionali, primavera del 2011, politica e giustizia a confronto.

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