Piano rifiuti, spunta l'ampliamento di Chiaiano

Si lavora per l'uso di un'altra piazzola. Diti temporaneai anche a San Tammaro e Macchia Soprana
27 giugno 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

«Stiamo lavorando all’allargamento di tutte le discariche già esistenti, come previsto dal piano regionale» spiega il governatore Stefano Caldoro. E tra i siti sui quali i tecnici della Sapna sono all’opera c’è, evidentemente, anche Chiaiano. La discarica a nord di Napoli è attualmente in esaurimento, ma i tecnici sono al lavoro per ricavare il massimo dello spazio possibile. Si ipotizza di sfruttare la piazzola utilizzata a suo tempo da Bertolaso per depositarvi i materiali di risulta trovati nel sito (tra gli altri anche lamiere di amianto) in attesa di poterle smaltire secondo le norme previste dalla legge. Una parte della discarica è ancora sequestrata dalla magistratura per permettere i rilievi nell’ambito dell’inchiesta che ha coinvolto le ditte che prima della Sapna (la società della Provincia di Napoli) hanno gestito il sito, la Ibi idroimpianti e la Carandente Tartaglia, entrambe raggiunte da interdittiva antimafia. La discarica di Terzigno, invece, continua a rimanere out per Napoli a causa dell’accordo firmato nello scorso autunno da sindaci e comitati con il premier Berlusconi. E questo, lo ricorda anche l’assessore all’ambiente della regione, Giovanni Romano, è uno degli elementi che continua a rendere problematico il trasferimento della spazzatura napoletana nelle altre province: i presidenti di Avellino, Benevento, Caserta e Salerno continuano a sottolineare, infatti, di avere discariche in esaurimento e impianti al collasso. Per trovare nuovi ricoveri alla spazzatura si lavora all’allargamento della discarica di San Tammaro e alla riapertura di Macchia Soprana dove si dovrebbero prima ripristinare le condizioni di sicurezza nel sito e nelle tre strade circostanti: gli esperti della protezione civile e il direttore tecnico della Sapna, Giovanni Perillo, ne hanno discusso a lungo in un vertice che si è tenuto nella scorsa settimana a Roma. Il commissario alle discariche Annunziato Vardè, dal canto suo, venerdì ha incontrato nuovamente i sindaci dell’hinterland e nella prossima settimana dovrebbe finalmente indicare i siti ritenuti più idonei e procedere all’apertura. E questa volta si dovrebbe andare avanti, come il presidente Cesaro continua a dire da giorni, con o senza il sì dei sindaci. Sono state individuate almeno due cave nel nolano e altri sversatoi a Santa Anastasia e Somma Vesuviana: in tutti questi siti, però, non dovrebbe essere portato tal quale, ma materiale stabilizzato che attualmente viene prodotto in modiche quantità, 150 tonnellate al giorno, nel solo impianto di Tufino. Perché siano veramente utili bisognerà rinnovare gli stir che saranno affidati a imprese private. E il bando dovrebbe arrivare nei prossimi giorni. La nuova emergenza che si va profilando, però, quella più prossima, riguarda l’esaurirsi dei siti di trasferenza di via Brecce a Napoli, Caivano e Acerra: il materiale che è stato depositato deve essere portato via entro sessanta giorni. Ma per poterli utilizzare ancora bisognerà svuotarli in tempi ancora più brevi: solo così saranno liberi in caso di nuove crisi. E il materiale che vi è attualmente depositato dovrebbe finire in discarica: bisognerà trovare, quindi al più presto dei nuovi sversatoi già pronti. Contestualmente si procederà all’allargamento del sito di via delle Brecce (da 400 a 1600 tonnellate) e si cercherà di individuare nuove aree o capannoni. Ma non sarà facile vista quello che è successo a Caivano e Acerra dove sindaci e cittadinanza si sono ribellati, hanno fatto controordinanze e hanno presentato ricorso al tar.

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