A Serre centomila tonnellate ultimo derby tra Napoli e Salerno

Il nodo delle perdite di percolato a pochi metri dal fiume Sele
25 giugno 2011 - Domenico Barbati
Fonte: Il Mattino Salerno

A Serre vige una strana consapevolezza. Una convinzione che si è fatta «regola»: quando non c’è movimento, quando tutto intorno alla discarica tace, è allora che bisogna avere paura. La «quiete prima della tempesta», insomma, dove la tempesta è rappresentata dalla lunga fila di autocompattatori che si snoda dallo svincolo di Campagna della Sa-Rc, su, per la strada che porta a Macchia Soprana. La gente di Serre non è per nulla rassegnata dopo anni vissuti a tu per tu con una bomba ecologica di proporzioni gigantesche e non tanto per la dimensione della discarica, quanto per ciò che potrebbe accadere se non si pone immediatamente mano alla messa in sicurezza di Macchia Soprana. Quelle perdite di percolato, a pochi metri dal corso del fiume Sele e dell’oasi del Wwf di Persano, potrebbero inquinare uno dei maggiori corsi d’acqua della Campania e di conseguenza l’intero Golfo di Salerno. Per questo motivo erano stati stanziati 15 milioni di euro, ma «sono spariti» secondo il primo cittadino di Serre, Palmiro Cornetta. A Macchia Soprana, in questo momento, sono stipati circa 750mila tonnellate di rifiuti. La discarica potrebbe contenerne ancora circa 100/150mila con alcuni accorgimenti tecnici che prevedono lo spostamento di rifiuti da una parte all’altra della discarica. Una capacità residua non eccezionale. Napoli produce a regime normale circa 1.500 tonnellate di rifiuti al giorno. Se Macchia Soprana venisse riaperta per accogliere i rifiuti napoletani, si esaurirebbe in circa tre mesi. Se al contrario, una volta messa in sicurezza, Macchia Soprana riaprisse per ospitare i rifiuti della sola Provincia di Salerno, si esaurirebbe in circa tre anni, più o meno il tempo necessario per la costruzione del termovalorizzatore. La partita, quindi, potrebbe essere tutta qui. Una ipotesi da non escludere se si considera che la Provincia di Salerno non ha ancora pubblicamente individuato la discarica provinciale di cui avrebbe dovuto dotarsi per far fronte ai suoi bisogni. La pericolosità di quanto in questi anni si sta verificando a Macchia Soprana è un fatto risaputo. Lo ha denunciato alla Procura della Repubblica il primo cittadino di Serre, ma anche lo stesso presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, non molte settimane fa durante una visita a Postiglione, il paese che confina con Serre. Ma c’è di più. Appena a gennaio, quindi sei mesi fa, il ministro per l’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, si oppose decisamente alla riapertura di Macchia Soprana. Fra le motivazioni vi erano proprio le considerazioni di carattere ambientale e di pericolosità alle quali si aggiunse l’inchiesta della magistratura salernitana sulle perdite di percolato e la destinazione dei fondi previsti per la bonifica del sito. Le motivazioni del ministro sono tornate d’attualità proprio in questi giorni perché inserite nelle intercettazioni della Prestigiacomo con Bisignani. E anche in quelle conversazioni il ministro spiegava perché era impossibile riaprire Macchia Soprana.

Powered by PhPeace 2.6.4