"Quadro grave, aumenta il rischio delle infezioni"

L'epidemiologo Greco: l'allarme sanitario non va sottovalutato
24 giugno 2011 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

Ha lanciato l’allarme «di gravi rischi per la salute» il sindaco de Magistris. Situazione disastrosa sul fronte dei rifiuti, sia chiaro, ma a smorzare le situazione per primo è direttamente il ministro per la Salute.
«È estremamente improbabile che ci siano delle emergenze sanitarie, ad esempio casi di colera», spiega il ministro Ferruccio Fazio. Poi aggiunge: «Abbiamo già avuto occasione di dire in passati ”picchi” dell’emergenza che non ci vuole un’epidemia per dire che una situazione è contro il benessere della popolazione, e una situazione poco salubre come quella di Napoli è sicuramente contro il benessere della popolazione. Ma non lancerei degli allarmi ingiustificati».
Anche Donato Greco, epidemiologo di fama ed ex numero uno del dipartimento prevenzione del ministero, è dello stesso parere: «La situazione è molto grave ma non bisogna evocare ipotetiche epidemie. Non c’è, in concreto, questo rischio», spiega in queste ore tornando in città.
Professor Greco, ha visto la situazione della città? Cosa ne pensa? «Siamo alle solite, sono mortificato come cittadino napoletano perché passano anni ma sembra non cambiare nulla. Una situazione di degrado colossale. Troppe promesse improvvide in passato per uscire dalla crisi e si continuano a rincorrere le emergenze».
Rimetta i panni dell’epidemiologo: qualcuno usa toni catastrofici, si parla addirittura di epidemie. «Lo sporco attira lo sporco e i comportamenti della popolazione peggiorano, aumentando il degrado. Ma i rifiuti urbani non è detto che portino a situazioni gravi, come epidemie. Un allarme sanitario e ambientale è giustificatissimo, il resto no».
Malattie infettive? «Alcuni studi hanno descritto di infezioni correlabili alla presenza di rifiuti non raccolti per le strade. Sebbene una diretta relazione causa-effetto non sia mai stata provata, è stata più volte dimostrata una forte percezione di rischio infettivo in presenza di grandi quantità di rifiuti urbani abbandonati in prossimità delle abitazioni».
Vuol dire che non c’è alcun pericolo? «No perché a prescindere dalla solidità dell’evidenza, i cittadini non devono vivere in contatto con rifiuti abbandonati. Su questo non si discute. Per questo è importante recuperare quella responsabilità individuale e collettiva, che è requisito indispensabile per l’identificazione di soluzioni efficaci».
Perché allora in molti mettono in correlazione rifiuti urbani lasciati a marcire per le strade e aumenti di malattie? «Ripeto nella situazione napoletana l’allarme sanitario è reale ma non si possono correlare cause ed effetti. Le spiego: gli agenti ambientali possono agire in parallelo ad altri determinanti di salute, che vanno dalla predisposizione individuale agli stili di vita, dall’ambiente sociale a quello lavorativo, o interagire con essi, provocando effetti multipli la cui complessità non è ancora chiarita. Ma è chiaro che occorre al più presto risolvere l’emergenza napoletana».

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