Stato d’emergenza l’Europa continua a valutare le sanzioni

23 giugno 2011 - Cristina Marconi
Fonte: Il Mattino

Bruxelles. Non sono certo passate inosservate, a Bruxelles, le foto e le immagini delle strade di Napoli invase dalla spazzatura. Sebbene siano anni che i commissari per l'Ambiente, il greco Stavros Dimas prima e lo sloveno Janez Potocnik dopo, tuonano e insistono per cercare di ottenere dalle autorità italiane una soluzione immediata a quella che viene unanimemente considerata una vergogna europea, in questo momento la linea scelta è quella del silenzio: troppi appelli rimasti senza risposta, troppo delicata la situazione ma anche, effettivamente, pochi strumenti per fare pressione in modo concreto. «Stiamo aspettando delle azioni urgenti da parte delle autorità italiane, lo scenario è chiaramente molto grave e rappresenta un rischio per la salute pubblica», si è limitato a spiegare Joe Hennon, portavoce del commissario per l'Ambiente Janez Potocnik. Nel frattempo i servizi giuridici della Commissione europea stanno lavorando per argomentare nel modo più convincente e inattaccabile possibile la scelta di aprire, a quattro anni dall'avvio della prima procedura d'infrazione, un nuovo dossier per il mancato rispetto della sentenza del 4 marzo 2010 in cui la Corte di Giustizia europea lamentava l'assenza di un piano credibile per la gestione dei rifiuti. La nuova procedura, che verrà aperta a settembre, dovrà portare ad una risposta convincente entro due mesi per scongiurare il rischio di un nuovo deferimento alla Corte di Lussemburgo. In caso di condanna, infatti, all'Italia sarebbero comminate multe molto pesanti. Ma tutto questo riguarda prospettive a lungo, lunghissimo termine, soprattutto se confrontare con la crisi che vive in questi giorni Napoli. Per questo davanti all'ipotesi di indire lo stato di emergenza, in pochi sono d'accordo con il ministro dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, secondo cui «l'Europa non lo permetterebbe». Spiegano nei corridoi comunitari che una tale soluzione, senza cambiare una valutazione a lungo termine che è già ampiamente formata e che porterà all'apertura inevitabile della procedura, avrebbe quanto meno il vantaggio di risolvere i problemi di oggi e di domani.

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