«Colpite le cricche di potere il governo ci ha abbandonato»

De Magistris replica a Berlusconi: immorale lo stop al decreto
23 giugno 2011 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

In maniche di camicia - azzurra - tono greve ma risoluto, il sindaco Luigi de Magistris affida a un videomessaggio la sua verità sulla crisi rifiuti. Tre i punti chiave: il governo e Silvio Berlusconi hanno abbandonato Napoli, ma venerdì incontrerà il ministro per l’Ambiente Stefania Prestigiacomo e naturalmente si parlerà della crisi e di fondi. De Magistris illustrerà il piano per l’implementazione della differenziata. Il secondo punto: la nuova giunta ha «scassato» vecchi equilibri con forze oscure che ora stanno sabotando il piano per liberare la città dalla monnezza. Infine la sfida di rendere Napoli autonoma sul fronte smaltimento. Dunque lo scontro politico in primo piano, a Berlusconi che pizzica il sindaco. «Come al solito dovrò pensarci io a ripulire Napoli, de Magistris ha fallito» dice il premier. Il primo cittadino reagisce così: «Il Governo si è girato dall’altra parte a causa dei veti della Lega Nord, non varando il decreto che, invece, sarebbe suo dovere varare. Per ragioni prima morali e poi politiche». E ancora: «Fa sorridere quanto dichiarato dal presidente del Consiglio che, più di tutti, porta il peso di una colpa antica: quella di aver abbandonato Napoli, imponendo solo stagioni emergenziali che non hanno prodotto alcun miglioramento, escluso quello del forziere economico delle cricche dell’incenerimento e dello smaltimento illecito». Più attendista, de Magistris con Regione e Provincia: «L’indicazione del luogo in cui smaltire i rifiuti dipende da altri enti e non certo dal Comune. Noi stiamo cercando di ottenere il massimo del risultato per mezzo della collaborazione con la Regione e la Provincia, evitando rotture nel solo interesse dei cittadini. Nei giorni scorsi avevamo raggiunto, da questo punto di vista, risultati importanti che avrebbero consentito di pulire Napoli in cinque giorni». Piano, ostacolato, secondo de Magistris anche dall’ordinanza del sindaco di Caivano che ha bloccato il sito di trasferenza nel suo territorio. Ordinanza sospesa dal Tar Campania: «Accogliamo con favore la decisione del Tar - dice l’ex pm - nonostante le difficoltà che stiamo incontrando, credo che attraverso la solidarietà all’interno della Regione si possa far fronte all’emergenza vissuta». Mano tesa a Luigi Cesaro e Stefano Caldoro ma fino ad un certo punto: «In materia di rifiuti - racconta de Magistris - ci siamo già assunti responsabilità che altri, in vent’anni, non si sono mai assunti. La prima delibera è rivoluzionaria e prevede un’accelerazione della raccolta differenziata. Adesso la priorità, però, è togliere dalle strade la spazzatura». Cosa non ancora avvenuta perché si opera in uno scenario opaco: «Il Comune - dice - ha la responsabilità della raccolta dei rifiuti e siamo attivi. Abbiamo anche trovato risorse economiche importanti in questo senso. Non può sfuggire a nessuno, però, che abbiamo ricevuto pesanti sabotaggi nell’attuazione del nostro piano. Sono il segnale che stiamo scassando equilibri consolidati, anche frutto dell’azione di forze oscure che si stanno mettendo di traverso e si metteranno ancora di traverso. Ma non ci scoraggiamo. E non lo dico per discolparmi». Ripulire Napoli è fondamentale non solo perché «è intollerabile avere la città così ridotta» ma soprattutto «in vista del futuro, perché significa partire subito con la raccolta differenziata e il compostaggio, cioè con un ciclo dei rifiuti ecocompatibile. Sono fiducioso che le altre istituzioni collaboreranno, ma se così non fosse, sindaco e vicesindaco proporranno un piano alternativo perché a quel punto, una volta abbandonati da tutti, è nostro dovere trovare una soluzione in totale autonomia». Vale a dire la possibilità di trattare direttamente con le città solidali il trasferimento dei rifiuti senza escludere l’ipotesi estero.

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