D’Amato avverte: «Gli allergici soggetti a rischio»

23 giugno 2011
Fonte: Il Mattino

Il professore Gennaro D’Amato, primario del reparto di Malattie respiratorie e allergiche del Cardarelli si dice più preoccupato per il fumo dei roghi che per i miasmi. Quelli che, dal punto di vista sanitario, maggiormente risentono delle conseguenze dell’emergenza rifiuti sono i soggetti allergigi. «E il 30% dei napoletani ha problemi allergici di varia entità» rivela D’Amato. E aggiunge: «Si tratta di persone che presentano una iperreattività delle vie aeree tale da non tollerare l’inalazione di qualunque tipo di agente, sia gradevole che sgradevole. Se il paziente è asmatico, bronchitico o anche solo affetto da rinite, le esalazioni dei rifiuti possono provocare uno spasmo bronchiale con ostruzione delle vie aeree che dà luogo a tosse o dispnea. Nei rifiuti ci sono soprattutto sostanze organiche in decomposizione che emanano esalazioni malsane. Si tratta di composti molto aggressivi per l’apparato respiratorio, soprattutto di bambini, ma anche di adulti, in particolare quelli che sono affetti da bronchite e da malattie allergiche respiratorie». Peggio se la spazzatura va in fumo. «L’incendio di materiale organico e inorganico libera sostanze tossiche, in particolare vari idrocarburi aromatici, biossido di carbonio, biossido di azoto, polveri che penetrano profondamente nei bronchi e nei polmoni. I fumi stimolano l’insorgenza di infiammazione delle vie aeree e, negli asmatici, di spasmi bronchiali che impediscono all’aria di raggiungere i polmoni, inducendo tosse spastica e fame d’aria».

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