Il premier: "Ora ci penso io" Ma su Serre è scontro nel Pdl

Berluscono accusa il Sindaco. Cirielli si ribella: no ai rifiuti di Napoli
23 giugno 2011 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

La scheda «Vedo che de Magistris non ce l’ha fatta in cinque giorni. Come sempre dovrò intervenire io». Silvio Berlusconi scende di nuovo in campo per affrontare l’emergenza rifiuti. L’impegno arriva nel corso di una lunghissima giornata che a Roma scivola via tra riunioni ed estenuanti trattative. Resta in salita la strada per il decreto del governo, bloccato dalla Lega. Si fa spazio, invece, l’idea di riaprire la discarica di Macchia Soprana, nel Salernitano, e la tensione sale alle stelle. Un primo vertice, che si tiene in mattinata a Montecitorio, ha come protagonisti il governatore Stefano Caldoro e i parlamentari campani del Pdl, gli stessi che nei giorni scorsi avevano espresso delusione per la mancata approvazione in Consiglio dei ministri del decreto che potrebbe far ripartire i trasferimenti di immondizia fuori regione allentando la morsa della crisi. Un gruppo di deputati e senatori, sulla scia della linea tracciata da Caldoro, continua il pressing sul governo per ottenere risposte immediate e insiste per presentare in aula una mozione antileghista che tuteli gli interessi della Campania e del Sud. Altrimenti «lo stato di emergenza sarà inevitabile». Di tutt’altro avviso il coordinatore del Pdl Nicola Cosentino, il presidente della Provincia di Napoli Luigi Cesaro, il presidente della Provincia di Avellino Cosimo Sibilia e il senatore Carlo Sarro, che chiedono e ottengono un colloquio con Berlusconi. Durante l’incontro il premier, contrario allo stato di emergenza, li rassicura e lancia un affondo a de Magistris per aver annunciato la fine della crisi entro cinque giorni (come del resto aveva fatto nei mesi scorsi lo stesso premier, sempre senza soluzione, dopo aver cancellato dalla legge quattro discariche). Il confronto prosegue a tutto campo (alla presenza anche dei parlamentari Pasquale Giuliano, Gennaro Coronella, Raffaele Lauro, Luigi Compagna, Amedeo Laboccetta e Massimo Nicolucci) prima con il ministro Stefania Prestigiacomo e poi con i capigruppo del Pdl di Camera e Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri. «Il governo si è impegnato a promuovere un intervento istituzionale per consentire la ripresa dei trasferimenti, l’attivazione degli impianti che permettono la più sollecita rimozione dei rifiuti e, finalmente, l’attuazione del nuovo piano regionale» si legge in un documento diffuso da deputati e senatori. Cesaro, in particolare, lancia un appello al ministro leghista Roberto Calderoli con cui ha discusso ieri: «Esistono indubbiamente delle divergenze sulle azioni da intraprendere, ma mi auguro che possano essere superate». Tra le ipotesi per arginare la crisi c’è la riapertura di Macchia Soprana, che però scatena immediate polemiche spaccando il Pdl. A insorgere è il presidente della Provincia di Salerno, Edmondo Cirielli: «Sono contrario all’apertura del sito di Macchia Soprana perché lo stesso ministero dell’Ambiente ha segnalato gravi difformità. Non mi risulta che vi siano stati interventi per risolverle. In ogni caso la Provincia di Salerno non darà mai più l’assenso ad accettare un solo sacchetto proveniente da Napoli - tuona - Negli ultimi 20 anni abbiamo consumato tre discariche per la mancanza della raccolta differenziata a Napoli». Categorico il sindaco di Serre, Palmiro Cornetta: «Macchia Soprana non è a norma e non può accogliere altri rifiuti. Confido nell’intelligenza del premier e del ministro Prestigiacomo ai quali, telefonicamente e di persona, ho rappresentato il disastro in atto». E l’assessore regionale all’Ambiente Giovanni Romano chiarisce: «Si è ancora in attesa che il ministero dell’Ambiente concluda la fase di accertamento delle condizioni di sicurezza per poter riaprire la discarica di Macchia Soprana».

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