Duemila tonnellate a terra individuati 4 siti provvisori

Il sindaco: "In cinque gigiorni strade pulite"

Per la città l'area prescelta è la ex Icm di via delle Brecce, si punta anche a Caivano
Governatore e sindaco insieme a Bruxelles il 22 giugno per ottenere il via libera ai fondi
18 giugno 2011 - Roberto Fuccillo
Fonte: Repubblica Napoli

QUATTRO siti di trasferenza, di cui uno in città e tre in provincia. Un primo accordo con le Marche per portarvi 1500 tonnellate. Ma soprattutto un grande, grandissimo ottimismo della volontà, che il governo si guardi allo specchio e recuperi il decreto sui tra-sferimenti. Equestalasituazione sul fronte rifiuti, nel giorno in cui ufficialmente si stimano 2300 tonnellate per strada in città e circa diecimila in provincia.
Le amministrazioni, convocate per il tavolo aperto in prefettura, si mostrano fiduciose. «È avviato un nuovo metodo di lavoro — dice il sindaco Luigi de Magistris — anche con la nostra delibera rivoluzionaria abbiamo contribuito astabi 1 i re un clima di lealtà fra le istituzioni. In quattro-cinque giorni potremmo ripulire le strade. Occorre anche uno sforzo della Regione perché chiuda accordi con altre Regioni». L'assessore regionale Giovanni Romano in effetti esce in mattinata dalla prefettura con un accordo quasi chiuso con le Marche per un primo invio di 1500 tonnellate. Il che non ne esclude di successivi, sia con le Marche che con Toscana e Emilia una volta terminati i conferimenti delle quantità già concordate con queste regioni.
Tutto viene però sempre subordinato a una primissima osservazione: «Si stanno svolgendo accertamenti tecnici». Vuol dire che si lavora alla ricerca dei siti dove piazzare temporaneamente i rifiuti prima che venga-no trasferiti agli Stir. Napoli il suo lo ha già individuato, nell'area della ex Icm di via delle Brecce, ma attende che si chiuda il cerchio con gli altri provinciali: uno dovrebbe essere a Caivano, per gli altri si cerca ancora. Tanto che il tavolo in prefettura, aggiornato in serata, è stato poi ulteriormente spostato a stamattina.
Si lotta sul filo delle ore. E con il governo che «fa come Ponzio Pilato», dice de Magistris. Caldo-ro intanto conferma la richiesta di stato di emergenza «Tre province hanno confermato la loro non autosufficienza. Altre due ci hanno annunciato che entro una settimana avranno gli stessi problemi». Anche il presidente della Provincia, Luigi Cesaro, mostra le unghie a governo e Lega: «E ora di smetterlacoi tatticismi geopolitici. Al Nord vogliono fare i duri? Noi potremmo essere durissimi. Ma sarebbe una prova di forza idiota, che non porterebbe a nulla di buono». Insomma i vertici istituzionali confidano che il governo rinsavisca. «Magari dopo Pontida», dice de Magistris. Oppure fra un mese, quando è atteso il pronunciamento del Consiglio di Stato sulla ormai famosa sentenza del Tar Lazio che ha bloccato i trasferimenti.
Nel frattempo bisogna arranliarsi con quello che c'è. A Napola nuova giunta pensa al suo allargamento della differenziata e l'assessore Tommaso Sodano spiega che «è ormai chiuso l'accordo con la Regione per il trasferimento, direttamente all'Asia, di 8 milioni e 250 mila euro». Sono quelli che dovrebbero coprire l'impresa. Ma intanto parte anche la caccia ai 150 milioni bloccati a Bruxelles. Così ecco de Magistris e Caldoro annunciati entrambi in viaggio il prossimo 22 giugno, destinazione commissione europea. Il governatore per convincere della bontà del piano regionale. Il sindaco per ottenere almeno uno stralcio per il capoluogo, sulla base di quanto stabilito dalla delibera dell'altra sera e del fatto che a breve confidadi rimettere in sesto l'impianto di compostaggio di Caivano, che sarebbe pronto a partire.
Intanto la tensione sociale sale. Numerose le proteste in città. Anche a via Acton, dove alcuni dipendenti della Sma, la società regionale che opera in campo ambientale, hanno bloccato il traffico davanti alla galleria. A Giugliano il sindaco Giovanni Pianese già annuncia l'opposizione della città a una eventuale riproposizione di Taverna del Re come sito di stoccaggio. Mentre la A2A, la società di gestione del termovalorizzatore di Acerra, non ci sta afare la parte del tappo all'intero sistema «Una delle tre linee è ferma, ma sono interventi di manutenzione da tempo programmati. Non crediamo corretto attribuire al fermo di una linea la responsabilità di far tornare Napoli sul baratro».

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