Cinque cave per la munnezza La missione: svuotare gli Stir

Nel Nolano e nel Vesuviano i nuovi siti. Firmate le ordinanze
19 giugno 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Il presidente della Provincia Luigi Cesaro, dopo le accuse di immobilismo dei giorni scorsi, lancia un contrattacco e insieme al commissario Annunziato Vardè, all’assessore regionale Giovanni Romano e ad Andrea Manzi, presidente dell’agenzia nolana, individua nel nolano non una ma tre cave da riempire con l’umido stabilizzato prodotto nello stir di Tufino. Altre due ceve, invece, dovrebbero essere aperte a Santa Anastasia e Somma Vesuviana. E non solo. Ieri ha firmato le ordinanze per tre siti di stoccaggio: due, quelli di Acerra, sono già stati attivati. Anche il sindaco De Magistris ha autorizzato lo sversamento dei sacchetti nel capannone dell’a ex Icm, in un’area attigua a quella dove attualmente si deposita l’umido proveniente dalla differenziata. Con l’individuazione dei primi «buchi», che dovrebbero essere aperti in una decina di giorni, si comincia ad applicare la norma proposta dal vicepresidente della commissione Ecomafie, Vincenzo De Luca, e approvata all’unanimità all’inizio dell’anno dal Parlamento. A questo primo passo dovrebbero seguirne molti altri con la creazione di associazioni di comuni in tutta la provincia: ognuno dovrebbe gestire uno o più siti destinati alla cosiddetta «ricomposizione ambientale». Un percorso lungo visto che al momento nessun altro stir, oltre a quello di Tufino, è in grado di stabilizzare i rifiuti e trasformarli nel cosiddetto «compost fuori specifica» che dovrebbe utilizzare per riempire le cave. Gli impianti, secondo il piano regionale, dovrebbero essere riconvertiti. E la Provincia ha deciso di affidarli poi ai privati: nei prossimi giorni i commissari individuati da Caldoro, vareranno i bandi. Ma torniamo ai siti di stoccaggio aperti già ieri nel primo pomeriggio. Cesaro ha firmato le disposizioni per l’apertura di tre aree di trasferimento. Ricevuti i pareri favorevoli di Arpac e delle Asl competenti, è stata autorizzata l'apertura di un'area di trasferimento ad Acerra in località Pantano della società Italambiente dove verrà trasferita materiale umido e FUT in giacenza presso gli Stir di Giugliano e di Tufino per complessive 7mila tonnellate per consentire uno svuotamento degli impianti e la loro successiva piena operatività; l'apertura di un'area di trasferimento sempre ad Acerra in località Pantano nella piazzola numero due dove verrà trasferita frazione secca codice «CER 191212» in giacenza presso gli Stir di Giugliano e di Tufino per oltre 10mila tonnellate, sempre per consentire uno svuotamento degli impianti e la loro successiva piena operatività; l'apertura di un'area di trasferimento a Caivano in località Pascarola di proprietà della società Ambiente Energia Caivano dove verranno allocati rifiuti solidi urbani per complessive 4mila tonnellate. «Le misure che ho adottato insieme ad altre che adotteremo nei prossimi giorni (l’apertura delle cave appunto) – spiega Cesaro – porteranno dei benefici a tutta l’area metropolitana napoletana perché consentiranno di decongestionare gli Stir di Tufino e di Giugliano gestiti dalla SAPNA e di continuare a trattare i rifiuti, non interrompendo un ciclo che stava presentando notevoli criticità». Per Cesaro il piano messo faticosamente in atto in queste ore («L’unico piano valido che possiamo attuare») è però irrealizzabile «se in questa delicatissima fase il governo non interviene con un proprio decreto e non supera certi veti che rispondono solo a logiche geopolitiche. L’idea che qui si stia fermi è falsa: tutte le istituzioni, Prefettura, Regione, Provincia ed anche il nuovo governo cittadino, stanno lavorando in piena sinergia senza guardare al colore delle casacche» Ma chi oggi ci chiede, dopo decenni di nulla, di risolvere la crisi dei rifiuti solo con risorse economiche e strutturali nostrane, dimostra o di non conoscere a fondo il problema oppure di parlare solo strumentalizzando proprie tematiche a fine puramente politici.

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