"Quattro coaltroni" Cirielli stronca i Sindaci in rivolta

Nuovo affondo del presidente della Provincia
E Meloni minimizza: troveremo un accordo
19 giugno 2011 - Alessio Fanuzzi
Fonte: Il Mattino Salerno

«I cittadini della provincia di Salerno sono i più virtuosi d’Italia e non è giusto mortificarli in questo modo». Nessuna retromarcia, niente ripensamenti, Edmondo Cirielli non cambia atteggiamento. È deciso ad andare fino in fondo, pronto anche a strappare la tessera del Pdl. «La fedeltà ai miei concittadini viene prima di quella al partito», ha ripetuto ossessivamente in questi giorni. Anche ieri, davanti al ministro della Gioventù Giorgia Meloni che pure fa parte della sua stessa area all’interno del Pdl. «Non aspetterò martedì, prenderò le mie decisioni non appena le strade saranno ricoperte dai rifiuti», tuona Cirielli, pronto a iscriversi nel gruppo misto alla Camera se il governo non dovesse approvare in tempi stretti il decreto per i conferimenti in discariche fuori regione. Neanche i continui contatti telefonici con il governatore Stefano Caldoro hanno ammorbidito la sua posizione. «Ho parlato con il presidente della giunta regionale fino a notte tarda - rivela Cirielli - La sua amministrazione non ha colpe, possiamo solo ringraziare lui e l’assessore Romano». La colpa dell’impasse, piuttosto, è del governo e ancor di più della Lega Nord, che ha messo il veto al decreto che avrebbe sbloccato l’emergenza. «Ma è un ricatto sciocco - incalza il presidente della Provincia - Capisco il problema di Napoli, che ha saturato tutte le discariche della Campania, ma cosa c’entrano i comuni del Salernitano?». Eppure da nord a sud c’è anche chi lancia strali contro palazzo Sant’Agostino e palazzo Santa Lucia. Come i sindaci della costiera amalfitana o della piana del Sele, che hanno annunciato una manifestazione di massa, con le fasce tricolori, giovedì prossimo, davanti all’assessorato regionale all’Ambiente a Napoli. «Sono quattro cialtroni che fanno solo politica dello scaricabarile. Pagassero i debiti con i consorzi di bacino prima di parlare», li stronca Cirielli. Di crisi dei rifiuti e di «divergenze» con la Lega Nord parla anche la Meloni, annunciando che già martedì il tema potrebbe arrivare sul tavolo del Consiglio dei ministri. «Lavoreremo per trovare soluzioni», dice il ministro della Gioventù sottolineando come «l’emergenza ambientale in Campania è da sempre tra le priorità del governo. «Tre anni fa fu uno dei primi provvedimenti di quest’esecutivo, un po’ un simbolo per tutti noi». Restano da limare le perplessità del Carroccio: «Ma sono solo divergenze su come affrontare in concreto la questione», minimizza la Meloni. Chi non minimizza è il segretario generale della Cgil Susanna Camusso che, da piazza della Concordia, inveisce contro il governo: «In questa regione abbiamo un problema che si chiama rifiuti - sbotta davanti ai quindicimila militanti del sindacato - Io vorrei dire al presidente del Consiglio, al presidente della Regione e a quelli che se ne stanno su un prato di smetterla con la pagliacciata di chi viene a dire che il problema sarà risolto in ventiquattr’ore. Basta con gli intrecci e con la Protezione civile degli appalti senza controllo, questo è un problema di salute pubblica e non un’emergenza». Poche ore dopo la Camusso farà sapere che ce l’aveva solo con il premier e con la Lega Nord e non con Caldoro. «Nessun problema», spiegano da palazzo Santa Lucia rivelando che tra i due leader c’è stata anche una telefonata chiarificatrice e sottolineando come il governatore non abbia mai parlato di ventiquattr’ore ma sempre solo di tre anni almeno.

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