L’ultimatum di Cirielli «Subito risposte su Serre»

Il Presidente della Provincia sfida il Governo: persi sei mesi
18 giugno 2011 - gian. soll.
Fonte: Il Mattino Salerno

«Adesso la palla passa a Roma, sto aspettando un segnale ma fin d’ora non ho avuto alcuna rassicurazione». Sono da poco passate le 18. Dopo aver ribadito in tarda mattinata la sua posizione di dissenso nei confronti del governo, Edmondo Cirielli attende che l’esecutivo o i dirigenti del Pdl nazionale facciano la loro mossa. Il dado è tratto. Il tempo stringe. E l’emergenza rifiuti incombe sui comuni del Salernitano. Cirielli non indietreggia neanche di un passo e resta fermo sulle sue posizioni. «Se il governo abbandona la provincia di Salerno, sarò io ad abbandonare il governo». È un aut aut quello del presidente della Provincia che continua ad alzare il tiro contro la sua stessa maggioranza «succube della Lega». «È evidente che il mio appello al governo e al Pdl è legato alla scadenza dell’ordinanza di Sardone - puntualizza Cirielli - Non posso tollerare che la mia provincia sia sepolta dai rifiuti per colpe che non appartengono ai salernitani». Nel giorno in cui riafferma la sua spaccatura maturata sul terreno della crisi dei rifiuti e sul mancato sblocco dei trasferimenti fuori regione, Cirielli lancia anche un’altra frecciata. «Non abbiamo una discarica provinciale per colpa del ministero dell’Ambiente che non è stato preciso nei suoi compiti né efficiente e rapido». Sullo sfondo c’è la querelle sull’apertura di Macchia Soprana, a Serre, sulla quale pende ancora il parere del dicastero dopo i lavori di messa in sicurezza e adeguamento attuati nei mesi scorsi nel sito e richiesti dallo stesse ente di palazzo Sant’Agostino. «Dopo accertamenti voluti da noi è emerso che quella era una discarica abusiva illegale - incalza Cirielli - Fatti i lavori necessari, però, il ministero non ci ha fatto sapere ancora niente». E la crisi s’è aggravata: «Abbiamo perso sei mesi e adesso siamo senza discarica», incalza il deputato Pdl. Poi in serata rilancia: «Se il governo non si mostra sensibile all’urgenza che sta vivendo la nostra provincia non posso individuare nessun’altra discarica». Parole dure, toni che diventano sempre più aspri col trascorrere delle ore. Cirielli non ci sta, lo ha ribadito ieri: chiuso lo stoccaggio di Sardone e con lo Stir sull’orlo del collasso, senza un segnale da Roma annuncerà la sua uscita dal Pdl. «I primi rifiuti da trasportare fuori regione devono essere quelli stipati a Sardone - dice Cirielli - Se entro domani (oggi, ndr) non arriva il decreto esco dal partito e aderisco al gruppo misto della Camera. Non posso mettere la fedeltà al Pdl davanti a quella al mio territorio e alla mia gente minacciata da una crisi dei rifiuti che non merita assolutamente». E ancora: «Siamo in piena emergenza e tra qualche giorno ci ritroveremo con i rifiuti in mezzo alla strada senza alcuna responsabilità che nessuno ci può imputare, né come enti locali né come popolazione - chiosa Cirielli - Il governo non può punire una provincia virtuosa come la nostra, quarta in Italia per raccolta differenziata, accomunandola alla città di Napoli che, con i rifiuti in strada, continua a coprirci di vergogna in tutto il mondo».

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