Rifiuti, de Magistris contro tutti "Pronti a un piano alternativo"

Il neo sindaco attacca governo, Regione e Provincia e avverte: "Se lasciati soli attueremo una nostra strategia". Ma è mistero sui contenuti. Intanto la situazione resta difficilissima
22 giugno 2011 - Roberto Fuccillo
Fonte: Repubblica Napoli

«Se il governo, la Regione e la Provincia abbandoneranno Napoli a se stessa, i cittadini e l’amministrazione agiranno di conseguenza». Circa 24 ore dopo la riunione notturna in prefettura, Luigi de Magistris impugna la bandiera della secessione dalle altre istituzioni.
«Stiamo già lavorando a un piano alternativo fondato sull’autonomia della città che, senza se e senza ma, deve essere pulita dai rifiuti».Che cosa ci sia in questo piano alternativo i nuovi amministratori non lo direbbero neanche sotto tortura. «Se solo anticipiamo qualcosa, non si sa che cosa succede», dice il vicesindaco Tommaso Sodano. Allude anche al clima di sabotaggio denunciato dal sindaco: «Un sabotaggio messo in atto in queste ore da “certi ambienti” refrattari ad accettare la svolta politica che stiamo attuando nella città. E quando parlo di “certi ambienti” non escludo ovviamente il crimine organizzato perché non può sfuggire il dato che in alcune zone la raccolta dei rifiuti è stata possibile, mentre in altre no».
La casistica è riassunta da Sodano: minacce agli autisti, spazzatura rovesciata per impedire il passaggio dei mezzi, lo sciopero bianco degli addetti della Lavajet. Ieri ci si sono messi anche i lavoratori del Consorzio del casertano, che hanno bloccato per una loro vertenza il sito di Santa Maria Capua Vetere, dove anche Napoli doveva sversare 250 tonnellate.

È stata una giornata estenuante anche in Regione, dove il presidente Caldoro era stato chiamato, anche dalla riunione notturna in prefettura, a esaminare le possibilità di un suo intervento d’autorità sulle Province, come previsto dalla legge di conversione dell’ultimo decreto in materia, nel gennaio scorso. Dopo un lungo tira e molla con le Province, ne è sortita una intesa, un accordo che evita a Caldoro ordinanze da imporre e fissa la buona volontà di ricevere anche altrove i rifiuti di Napoli.

Un testo con una serie di precauzioni per l’uso: il piano «se attuato in tutte le sue parti, potrà garantire un graduale e costante miglioramento della situazione a Napoli e in provincia. Il programma sarà monitorato ogni 24 ore. L’intesa è un estremo tentativo limitato nel tempo che, in assenza del provvedimento del governo ancora sollecitato, non potrà che comportare lo stato di emergenza».
Insomma un giorno per giorno il cui valore politico sembra essere più che altro nel pressing finale a Berlusconi perché firmi il decreto che consentirà di nuovo il trasporto fuori regione. Ma c’è anche chi si appella al Quirinale: il presidente del Consiglio comunale Raimondo Pasquino, e i capigruppo di maggioranza e opposizione, firmano un invito a Napolitano perché convinca anche lui il premier al decreto.
A Roma intanto, durante una pausa dei lavori parlamentari, anche Luigi Cesaro ha sussurrato al premier e a Angelino Alfano che la cosa è assolutamente necessaria. E i parlamentari del Pd hanno addirittura messo giù un testo possibile del decreto da offrire a Palazzo Chigi.

Powered by PhPeace 2.6.4