Mercoledì il decreto sblocca-trasferimenti Vertice in Regione, convocate le Province

Il governo emanerà l'ordinanza per sciogliere i dubbi suscitati dai giudici amministrativi del Lazio
13 giugno 2011 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

Un decreto o un’ordinanza del premier potrebbero essere varate già mercoledì per fornire la cosiddetta «interpretrazione autentica» delle norme sul trasferimento dei rifiuti tra le Regioni. Sarebbe la soluzione tampone invocata dal governatore Stefano Caldoro alla quale non sarebbe contrario nemmeno il sindaco Luigi De Magistris, che permetterebbe di riprendere i viaggi della speranza della monnezza campana nel resto del Paese. L’unica altra soluzione alternativa potrebbe essere una nuova dichiarazione di un nuovo stato di emergenza, che al momento, però, non sarebbe auspicata da nessuno. Poi bisognerà tentare una soluzione di medio periodo: per questo giovedì sera la Regione ha convocato i rappresentanti delle Province per verificare la possibilità di portare la spazzatura napoletana ad Avellino, Benevento, Caserta e Salerno. Non è stata fatta, però, molta strada: tutti i rappresentanti del territorio hanno chiesto prioritariamente il pagamento delle già previste compensazioni ambientali. Il Governo dovrebbe per questo stanziare quei fondi attesi da tempo e mai incassati. Al momento, quindi, non è facile essere ottimisti. I soldi continuano a scarseggiare e anche il varo di nuovi provvedimenti legislativi non sembra facilissimo. Facciamo un passo indietro. I viaggi dei rifiuti sono stati bloccati da una sentenza del tar del Lazio su un ricorso presentato dalla società Italcave contro la Regione Puglia e la Protezione Civile difesa dall’Avvocatura dello Stato. In sostanza la società privata sosteneva di avere diritto di accettare la spazzatura proveniente dagli stir campani con il codice 19-12-12 senza alcuna autorizzazione perché i cosiddetti speciali possono essere accettati al di là dell’accordo tra Regioni necessario, invece, per la monnezza prelevata direttamente dal cassonetto. Contro questa tesi, come si legge nel dispositivo del tribunale amministrativo, si sono schierate la Regione Puglia e la presidenza del Consiglio. Quella stessa presidenza che adesso dovrebbe varare un provvedimento per aggirare una sentenza a lei favorevole. Un paradosso soprattutto viste le motivazioni del tribunale amministrativo. Il tar infatti sostiene che sarebbe illogico superare le regole stabilite dalla protezione civile per minimizzare gli impatti sul territorio e minimizzare l’impatto sulla salute dei cittadini. Ora, però, se in qualche modo non si troverà una soluzione o meglio un escamotage entro quindici giorni, come ha previsto nei giorni scorsi il governatore Caldoro, i cassonetti torneranno a traboccare: il fragilissimo sistema dei rifiuti campano, infatti, continua a sostenersi sui munnezza tour organizzati da Regione, Provinicia e società private che spostano la spazzatura laddove è possibile spesso basandosi su semplici manifestazioni di interesse da parte dei privati. Una situazione ad alto rischio: che il trasporto dei rifiuti sia un settore ad alto interesse malavitoso è infatti cosa accertata. E nel nostro caso a movimentare i sacchetti sono state nei mesi scorsi anche società colpite da interdittive antimafia.

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