Commissione ecomafie Vertice al palazzo del Governo con senatori e deputati

"Ciclo rifiuti, nel Sannio malavita marginale"

Pecorella:dai documenti e dalle audizioni non emergono infiltrazioni
8 giugno 2011 - Enrico Marra
Fonte: Il Mattino Benevento

«Siamo nel Sannio per fare ogni tipo di accertamento. Dai documenti che abbiamo visionato finora non vi sono tracce di illeciti ascrivibili alla criminalità organizzata. Rispetto ad altre zone della Regione siamo in una situazione felice». Così il presidente della commissione bicamerale Gaetano Pecorella, reduce da impegni professionali in Abruzzo, giunge nel tardo pomeriggio alla riunione in Prefettura. Lo accompagnano alcuni componenti la commissione giunti da Roma: il vice presidente Vincenzo De Luca, i deputati Alessandro Bratti e Stefano Graziano, i senatori Salvatore Piscitelli, Gennaro Coronella e il sannita Cosimo Izzo. «Sono soddisfatto che la commissione abbia fatto tappa in città - sostiene il senatore sannita - in modo da poter monitorare la situazione del Sannio rispetto ad eventuali infiltrazioni malavitose collegate al ciclo dei rifiuti e quindi poter scongiurare le incursioni provenienti da altre province. Le audizioni hanno confermato che non ci sono fenomeni consistenti che possono suscitare allarme. Anche se questa situazione positiva non deve farci abbassare il livello di guardia». E la commissione ha ascoltato il prefetto Michele Mazza, i vertici delle forze dell’ordine, il procuratore della Repubblica Giuseppe Maddalena, il presidente della Provincia Aniello Cimitile, il sindaco Fausto Pepe. Gli interventi dei due esponenti politici si sono concentrati maggiormente sulla problematica dello smaltimento dei rifiuti. Cimitile sulle preoccupazioni per la situazione economica e Pepe sui risultati conseguiti, specie in tema di raccolta differenziata. Il procuratore della Repubblica Giuseppe Maddalena, che era accompagnato dal sostituto procuratore della Repubblica Antonio Clemente, ha ricordato alcune azioni investigative portate avanti dalla magistratura proprio sulla discarica realizzata a Montesarchio, e su quella ancora in funzione a Sant’Arcangelo Trimonte. Qui infatti sono sotto sequestro ben tre vasche. Anche se alla base non vi sono atti messi a segno da malavitosi, ma delle disfunzioni nel funzionamento, con il pericolo di inquinamento dei fiumi. Ma la commissione ha ascoltato anche vertici istituzionali irpini in particolare il prefetto Ennio Blasco, che nella sua relazione ha ricordato l’autonomia degli attuali impianti anche se limitata nel tempo. Inoltre ha voluto ricordare che l’azienda che deve realizzare una quarta vasca ha avuto un’interdittiva antimafia. Problemi anche di ordine pubblico sono stati prospettati dal questore di Avellino Mario Bracco, sia per le tensioni scaturire da un numero dipendenti dei consorzi ancora non entrati a far parte della nuova società provinciale, che per il futuro se l’Irpinia dovesse ospitare una nuova discarica. La commissione parlamentare concluse le audizioni al Palazzo del Governo questa mattina alle 8,30 farà tappa presso la discarica di Sant’Arcangelo Trimonte per verificare l’attuale situazione di questo impianto, e raccogliere nuove testimonianze. «Stiamo visitando più regioni - ha ricordato il vice presidente Vincenzo De Luca - e pensiamo ai primi di luglio di completare questo dossier».

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