Posillipo e lungomare, rilievi ok «Estate con il mare più pulito»

I controlli mensili dell'Arpac: solo a Bagnoli il divieto di balneazione
4 giugno 2011 - Livio Coppola
Fonte: Il Mattino

Il mare a Napoli? Migliora. Attenzione ad usare toni eccessivamente entusiastici, ma gli ultimi dati forniti dall'Agenzia Regionale per l'Ambiente (Arpac) mettono i cittadini in condizione di poter fruire di spiagge ed acque ancora più «affidabili» che in passato. La stagione estiva 2011 parte infatti con le coste di Posillipo e di via Caracciolo bagnate da un mare più pulito rispetto 2010, anno in cui già si era dichiarata, dopo le altalene delle stagioni passate, la balneabilità di diversi litorali urbani. Il tutto al centro città, mentre le coste di Napoli est e Bagnoli restano «off limits». Cosa è cambiato quest'anno? Innanzitutto il lavoro della stessa Arpac, che ha monitorato ogni mese il mare della provincia di Napoli e di tutta la Regione, arrivando a stilare la mappa della balneabilità campana che sarà valida da adesso fino alla fine di settembre, salvo variazioni legate ai controlli che si faranno periodicamente durante la stagione. I tratti di costa, identificati attraverso 350 stazioni di rilevamento, sono stati classificati positivamente o negativamente attraverso il calcolo della eventuale presenza di batteri derivanti dagli scarichi fognari. Una vera e propria analisi microbiologica del mare, che ha portato l'Agenzia a giudicare ogni singolo tratto utilizzando una graduatoria che va da «scarso» a «eccellente». Bene, nel capoluogo partenopeo l'eccellenza, segno di un lavoro quantomeno adeguato compiuto da condotte e impianti depurazioni, viene raggiunta da quasi 9 chilometri di costa cittadina, oggi utilizzabili con una certa sicurezza dai cittadini-bagnanti. Vediamoli nel dettaglio: Sono definite «eccellenti» le acque di Castel Dell'Ovo (via Caracciolo), Villa Comunale, Posillipo, Grotta Romana, Riva Fiorita e Lido delle Rose. Ottimi risultati anche per Marechiaro Trentaremi e Discesa Gaiola, anche se in quest'ultimo sito alcuni studiosi nei giorni scorsi hanno sollevato qualche preoccupazione legata alla presenza di barche a motore e al funzionamento intermittente di alcuni scarichi. Complessivamente però il litorale di Napoli centro, approdi portuali a parte, può dirsi integralmente fruibile. «Posto che il nostro lavoro di vigilanza continuerà quotidianamente, devo dire che in questi mesi abbiamo registrato un miglioramento della qualità delle acque nelle stazioni di rilevamento di Posillipo e via Caracciolo - dice il direttore generale Arpac Antonio Episcopo - Ci sono ovviamente differenze a seconda della presenza degli scarichi, ma i riscontri per una grande città sono abbastanza incoraggianti. Anche se persistono situazioni negative che necessiterebbero di interventi di risanamento più ampi». Il riferimento è a Napoli est, con San Giovanni a Teduccio che, insieme a Pietrarsa, è raggiunta dal divieto di balneazione in quanto zona di qualità marina «scarsa». Caso ancora più complesso, e ormai cronico, è quello di Bagnoli. Il mare di Coroglio non risente infatti di un inquinamento da scarichi fecali, ma è stato dichiarato non balneabile anche quest'anno per il persistere della presenza nei fondali di idrocarburi e metalli pesanti, una scomoda eredità della mancata bonifica. «È un Sito di interesse nazionale, si aspettano novità - dice ancora Episcopo - per ora il Comune non può fare altro che vietare la balneazione». Per quanto riguarda il resto della regione, su 500 chilometri di costa quelli non balneabili si aggirano oggi sugli 80. Ma ci sono in corso ulteriori analisi che potrebbero fornire nuovi dati più positivi. A Portici, ad esempio, potrebbero essere promosse le acque della spiaggia Mortelle, mentre nel Casertano Castelvolturno aspira a far diminuire i chilometri non balneabili da 31 a 13. I sindaci si pronunceranno a breve con ordinanze ad hoc.

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