Sfida inceneritore ventitrè ditte pronte a investire

La Regione incontra De Magistris: avanti tutta
Il termovalorizzatore sarà pronto nel 2016
3 giugno 2011 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Termovalorizzatore Napoli est, la Regione va avanti con la gara che sta ormai arrivando alla stretta finale. Sono per il momento ventitrè le imprese che hanno avviato la procedura di accreditamento per accedere al sito del commissario (www.tmwnapoli.eu) e scaricare tutta la documentazione necessaria per partecipare al bando che scadrà il 16 luglio e sarà aggiudicato entro l’anno. I lavori saranno completati nel 2016. «Sono aziende di livello internazionale», precisa Alberto Carotenuto, il commissario unico nominato dal governatore Stefano Caldoro. Un vasto interesse che, a suo parere, sarebbe la prova più palese della «bontà» del bando dopo le accuse di opacità lanciate da Asia (che ha presentato un ricorso al Tar del Lazio) e ribadite dall’amministratore delegato dell’azienda, Daniele Fortini, anche nel corso di un’audizione davanti alla commissione ecomafie. Tra le imprese che stanno consultando la documentazione, c’è anche la A2A che è già al lavoro per il termovalorizzatore di Acerra, lo stir di Caivano e la discarica di Terzigno. «Siamo interessati a intervenire su un territoio sul quale già operiamo», spiega l’azienda. E già circolano indiscrezioni su possibili cordate con imprese campane. Ma si tratta, ovviamente, solo di voci. Quello che, invece, per il momento è certo sono le condizioni poste alle imprese partecipanti. La forma d’appalto scelto dal governatore Caldoro è quella della concessione: in sostanza la Regione chiede a un privato di realizzare l’impianto offrendogli in cambio i ricavi per venti anni. L’Asia, nel programma elaborato dalla Neam (la società di scopo formata dopo aver sottoscritto con Bertolaso un protocollo per la realizzazione del termovalorizzatore) ipotizzava, invece di realizzare una nuova impresa con un partner privato che avrebbe dovuto costruire l’impianto e incassare metà dei proventi. «A queste condizioni – sostiene Carotenuto – la ditta vincitrice avrebbe cominciato a guadagnare dopo più di trenta anni, ma la durata dell’accordo non poteva per legge superare quella data. In sostanza bisognava rintracciare qualcuno disposto a lavorare gratis». Totalmente diverse, quindi, e molto più appetibili le condizioni poste da Carotenuto e da Giovanni Perillo, responsabile unico del procedimento e progettista oltre che direttore tecnico della SapNa, la società provinciale. A base d’asta il costo dell’impianto capace di bruciare 450 mila tonnellate all’anno (quello di Acerra ne brucia 600 mila e quello di Salerno dovrebbe bruciarne 200 mila) è di 349 milioni più Iva. I costi di gestione sono stati calcolati in 30 milioni all’anno. Fin qui le spese. Passiamo ora agli incassi. Carotenuto e Perillo hanno stabilito una cifra base di 93 euro per tonnellata che i Comuni dovranno pagare al gestore (attraverso la SapNa) per far bruciare l’immondizia. Gli incassi previsti sono di 45 milioni visto. Ad Acerra i Comuni pagano, invece, 53 euro a tonnellata. Il rialzo della tariffa è un altro punto guidicato dolente dall’Asìa. «I Comuni pagheranno di più per l’inceneritore - spiega Perillo - ma risparmieranno il passaggio per gli impianti di tritovagliatura dove si pagano altri 45 euro a tonnellata. Il termovalorizzatore, infatti, potrà bruciare direttamente la spazzatura raccolta dai cassonetti». «D’altra parte - aggiunge Carotenuto - quello indicato è solo l’importo a base d’asta. Noi speriamo in consistenti ribassi nelle offerte». La vincitrice guadagnerà ovviamente anche dalla vendita dell’energia avvalendosi (ultimo degli impianti di questo tipo in Europa) del cosiddetto Cip 6. Una delibera del ’92 del Comitato interministeriale prezzi (da cui Cip6) stabilì infatti che chi produce energia elettrica da fonti rinnovabili o assimilate ha diritto a rivenderla al gestore dei servizi energetici a un prezzo superiore a quello di mercato, ma fu successivamente rivista dopo una direttiva della Ue. Secondo i calcoli del commissario il termovalorizzatore di Napoli est produrrà 15 gigawatt all’anno di energia con un guadagno presunto di 30 milioni di euro. Ma l’azienda sarà tenuta a rispettare una rigorosa tabella di marcia che dovrebbe portare alla messa in esercizio nel febbraio del 2016: saranno premiate ottenendo più punti in gara le ditte che proporranno tempi inferiori. Ma difficilmente l’impianto vedrà la luce prima del 2015, cioè tra quattro anni quando, stando alle promesse del neosindaco, la differenziata spinta dovrebbe ridurrea 187 mila le tonnellate da bruciare ogni anno.

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